Codice della strada, arriva l’ergastolo della patente: cos’è e come funziona il nuovo provvedimento
Diverse le novità per il nuovo Codice della Strada. L’ergastolo della patente per chi causi incidenti stradali sotto effetto di alcol o droga. Stretta in arrivo anche per la sosta selvaggia
Al via la definizione della riforma del Codice della strada, considerato obsoleto, e per porre un freno alle stragi sulle strade, soprattutto quella dei giovani, che nel solo 2022 ha superato quota 3mila morti. Una modifica voluta fortemente dal nuovo governo.
La modifica del Codice della strada avverrà quindi con un ddl, presentato verosimilmente in Consiglio dei Ministri entro giugno, con la volontà che esso venga approvato entro la fine dell’anno corrente. Come ha sottolineato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sarà introdotto quindi una sorta di “ergastolo” della patente, che prevede il ritiro del documento a vita in caso di infrazioni gravi, come ad esempio l’aver causato incidenti con acclarata guida in stato di ebrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Un altro punto è quello relativo ai punti della patente, con l’effetto deterrente di questa introduzione che si è molto affievolito negli anni, considerando che il 98% dei patentati ad oggi ha 20 punti. Perciò è prevista una maggiore severità anche da questo punto di vista. Il governo ha intenzione di aggiungere anche dei crediti formativi legati alla frequenza di corsi di sicurezza stradale per studenti delle superiori o al primo anno di università, oltre a innalzare a 12, a fronte delle 10 attuali, le ore minime di guida necessarie per conseguire il documento.
Stretta in arrivo anche per la sosta selvaggia, compresa quella dei monopattini e dei ciclomotori, con multe più salate per chi parcheggia in doppia file, sui marciapiedi o nei posti riservati ai disabili senza averne il diritto. Per quanto riguarda la regolamentazione dei monopattini, sempre più presenti nelle nostre città, il nuovo Codice della strada imporrà l’obbligo di indossare un casco alla guida, oltre a un limite velocità da circostanziare tra i 20 e i 25 chilometri orari
Salvini ha tracciato la rotta, ora i tecnici ministeriali sono al lavoro per trasformare l’indirizzo politico in un disegno di legge. Al testo stanno lavorando tecnici del ministero dei Trasporti, del ministero dell’Interno e del ministero della Giustizia. Il tavolo tecnico è partito lo scorso 22 marzo e il Mit ha raccolto le proposte di associazioni ed enti che operano nel settore. Per alcuni punti si è già stabilita l’approvazione, per altri si sta ancora valutando.
Nel dettaglio ecco tutti i punti al vaglio l’introduzione del nuovo Codice della strada:
ergastolo della patente, ovvero una sospensione a tempo indeterminato della licenza di guida per chi si sia macchiato di infrazioni di massima gravità come incidenti causati da conducenti ubriachi o sotto effetto di droghe;
provvedimenti più duri contro la sosta selvaggia su posti riservati ai disabili, in doppia fila, sui marciapiedi e sui passi carrabili;
sanzioni più dure per chi guidi sotto l’effetto di alcol o di droga;
eventuale aumento del limite di velocità su determinati tratti autostradali;
è sicura l’introduzione dell’obbligo di targa e casco per chi guidi un monopattino elettrico. Si valuta anche l’obbligo di stipulare polizze assicurative per la responsabilità civile. E si valuta l’introduzione di limiti di velocità per i monopattini di 20-25 kmh;
condizioni più severe per il conseguimento della patente, come richiesto dal viceministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Galeazzo Bignami, a partire dall’innalzamento delle ore di guida necessarie per accedere all’esame;
regole più stringenti per il recupero dei punti persi sulla patente;
aumento dei punti persi per le infrazioni più gravi;
crediti formativi legati alla frequenza di corsi di sicurezza stradale nelle scuole superiori e al primo anno di università;
eventuale aumento generalizzato delle sanzioni;
cambiano anche gli autovelox, con la segnaletica che dovrà indicare la presenza dei dispositivi di controllo e i limiti di velocità da rispettare;
si punta infine a inserire un sistema di multe progressive in base al reddito secondo l’esempio di Svezia e Svizzera.
il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini
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