È stata una giornata all’insegna delle proteste per i centinaia di borsisti vincitori del concorso Ripam 2019 della Regione Campania, i quali si sono dati appuntamento questa mattina fuori palazzo Santa Lucia per chiedere il ritiro dell’introduzione della terza prova. I manifestanti sono scesi in piazza aderendo l’appello dei sindacati, in particolar modo della Cgil-Funzione pubblica, promotrice del sit-in di questa mattina fuori la sede dalla giunta regionale: tra le richieste dei vincitori del concorso non c’è solo l’annullamento della terza prova ma anche l’assorbimento dei profili considerati in soprannumero nonché l’assunzione, presso gli enti pubblici preposti, di tutti i borsisti che hanno superato le precedenti prove.
In piazza, assieme ai borsisti, c’era anche Luciano Nazzaro, coordinatore della Fp-Cgil Campania, il quale ha colto l’occasione per lanciare un appello alle istituzioni regionali affinché si prendano provvedimenti per una situazione diventata quasi paradossale nel corso degli anni. I posti messi a disposizione dalla Regione sono in totale 2.243 mentre i candidati sono solamente 1.863, il che ha creato uno scarto di almeno 380 posizioni: l’approvazione delle graduatorie così come sono, fa sapere il responsabile sindacale, provocherebbe la perdita di centinaia di posti di lavoro. Una situazione che sarebbe dunque da scongiurare. Inoltre, l’introduzione della terza prova creerebbe ulteriori rallentamenti e ritardi sul versante delle assunzioni mentre sia l’Anci sia numerosi Comuni hanno chiesto di accelerare l’iter affinché vengano trovate soluzioni adeguate per far fronte alla carenza di personale. Le nuove regole introdotte avrebbero creato, quindi, un vero e proprio “vicolo cieco” per i vincitori del concorso.


