L’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Cassino, diretta dal tenente colonnello Francesco Papale, sotto il coordinamento della procura, nella persona del Pm Andrea Corvino, ha portato alla luce un presunto sistema di mazzette per il superamento del TFA, il corso di abilitazione per il sostegno bandito per l’anno 2022/2023 dall’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. I coinvolti avrebbero favorito l’accesso al corso per l’ammissione a fronte della dazione di circa 15.000 euro a candidato, corrisposti in tranche da 5.000 euro, nell’imminenza di ciascuna delle tre fasi concorsuali.
Nelle indagini, che sono state portate a termine dalle fiamme gialle sono coinvolti alcuni candidati, un direttore dell’Ateneo, ma soprattutto due docenti universitari, finiti ai domiciliari insieme al titolare di una scuola privata di Alta formazione di Sora. L’ordinanza cautelare è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale Alessandra Casinelli.
Tra gli indagati, quattro persone sono residenti nel Casertano: sono D. T., 57 anni, residente a Casal di Principe, M. D. C, 37 anni, di San Marcellino, A. Z., 39 anni, di Lusciano, e M.R., 28 anni, di Casapesenna. Tre di loro sono stati già sottoposti agli arresti domiciliari. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il 57enne Casal di Principe avrebbe fatto da intermediario tra alcuni concorrenti e il titolare di un centro di formazione privato di Sora, anch’esso finito agli arresti. Secondo le ricostruzioni degli investigatori il titolare del centro, avrebbe ricevuto una somma di 4.000 euro per garantire il superamento della prova preselettiva del concorso, ma la prova non sarebbe stata superata, con conseguente restituzione della cifra versata.
Un’altra vicenda coinvolge il 39enne di Lusciano, indicato come concorrente, e il 28enne di Casapesenna, che avrebbe fatto da tramite. Anche in questo caso il titolare del centro di formazione privato di Sora avrebbe incassato 4mila euro come anticipo di una presunta mazzetta di 14mila euro per garantire il superamento del concorso al 39enne, risultato comunque non idoneo.
L’inchiesta ha avuto un forte impatto sull’Università di Cassino, generando clamore sia nell’ambito accademico. Gli investigatori, grazie a intercettazioni e riscontri, hanno ricostruito i meccanismi del sistema illecito, ma nuovi sviluppi potrebbero emergere poiché le indagini sono tuttora in corso. La Procura di Cassino sta valutando ulteriori elementi emersi dalle intercettazioni per chiarire il coinvolgimento di altri possibili responsabili e approfondire eventuali complicità all’interno dell’ambiente universitario.