Sono ormai all’ordine del giorno i focolai da Coronavirus esplosi in Campania. Una situazione molto delicata si è verificata a Napoli, dove, nella giornata di ieri, a essere contagiati sono risultati ben 100 lavoratori dell’azienda Asia, operante nella raccolta e nel trasporto dei rifiuti verso gli impianti di trattamento e selezione. Una notizia preoccupante non solo per l’elevato numero di positivi, ma anche per il possibile rallentamento del servizio in città, che potrebbe causare non pochi disagi: “Al fine di garantire, comunque, il massimo svolgimento dei servizi programmati e di quelli aggiuntivi – si legge in una nota – l’azienda ha provveduto a richiedere un maggior impegno di lavoro straordinario ai suoi dipendenti ed è ricorsa all’impiego di lavoro somministrato per tutto il periodo nel quale sarà necessario provvedere all’integrazione degli equipaggi per lo svolgimento dei regolari servizi di igiene urbana e raccolta dei rifiuti”. Nel comunicato, inoltre, si dichiara che, dei nuovi contagiati, nessuno presenterebbe problematiche gravi e sono poche le persone ospedalizzate.
Sempre nella giornata di ieri, a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, sono stati invece ben 70 i nuovi positivi all’interno di una casa di riposo situata in via San Martino: a essere contagiati suore e operatori. A comunicarlo ai cittadini il sindaco stesso, Giorgio Zinno, che, attraverso un post su Facebook, ha fatto sapere di monitorare costantemente il piccolo focolaio creatosi. Il tutto è nato da una suora risultata positiva al Coronavirus: “Chiesi all’Asl tramite pec e varie telefonate di tenere la struttura sotto controllo – ha dichiarato il sindaco – perché, anche se non è ufficialmente una Rsa, vi dimorano suore molto anziane. La Madre Superiora ha deciso, con grande senso di responsabilità e prontezza, di far fare alle suore immediatamente i tamponi privatamente, pur di mappare nell’immediato la situazione. Tale scelta ha fatto sì che nel primo pomeriggio ci potesse arrivare, tramite il personale della struttura, una comunicazione attraverso cui abbiamo allertato l’Asl”. Attualmente, a presentare sintomi come febbre alta sarebbero solo due consorelle.


