È stato pubblicato nel pomeriggio, come ormai da mesi, il bollettino dell’Unità di crisi della protezione civile regionale che monitora i nuovi positivi al Coronavirus in Campania. Rispetto alla giornata di ieri, quando su 5.539 test erano stati riscontrati 245 nuovi casi di contagio, nelle scorse ventiquattr’ore altre 295 persone sottoposte al test sono risultate positive su un totale di 5.592 tamponi laringo-faringei effettuati dalle Asl campane. Si registra un nuovo decesso legato all’infezione respiratoria e alle sue complicazioni, pertanto il numero totale dei morti in Campania sale a quota 461. Sono ben 144, invece, le nuove guarigioni. Dall’inizio della pandemia, in Campania sono stati registrati 12.169 casi di positività al Coronavirus su un totale di 584.072 tamponi eseguiti. In totale, il numero dei pazienti guariti è pari a 5.968.

Nel corso della giornata odierna Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, di fronte all’aumento costante dei contagi da Coronavirus in tutta la Campania, ha lanciato l’allarme e invitato i cittadini e le istituzioni alla massima allerta. Se i numeri continueranno a crescere, ha avvisato Ricciardi in un’intervista rilasciata a La Stampa, nuove restrizioni e, forse, delle chisure saranno necessarie e inevitabili per contrastare il contagio e la diffusione della pandemia. Le preoccupazioni del medico partenopeo riguardano l’andamento della curva epidemiologica, in forte crescita già dalla metà di settembre a causa del rientro dalle vacanze estive, la quale subirà quasi sicuramente una nuova impennata nelle prossime settimane a causa sia dell’accavallarsi del Covid-19 all’influenza stagionale, sia per l’esplosione di nuovi possibili focolai nelle scuole e nelle università. Nel frattempo, i dati che arrivano dalla Francia, dalla Spagna e dall’Inghilterra preoccupano l’Europa e l’Italia. L’impennata dei casi di contagio ha portato molte regioni di questi Paesi a riadottare nuovamente misure restrittive sulla libera circolazione delle persone. Per ora, fortunatamente, gli ospedali italiani hanno retto il nuovo urto pandemico ma di fronte alle previsioni poco positive il rischio maggiore lo si corre specialmente negli ospedali del Sud Italia.

