È durato poco meno di mezz’ora il consiglio dei ministri di ieri per approvare il decreto riaperture che sarà valido dal 26 aprile al 31 luglio. Non ci sono state novità sostanziali rispetto a quanto detto dal premier Mario Draghi e dal ministro della Salute Roberto Speranza lo scorso 16 aprile, ma è stato specificato che il coprifuoco sarà fissato alle ore 22 fino al 1 giugno, con eccezionale eliminazione o posticipazione alle 23 dopo maggio nel caso in cui l’andamento epidemiologico dovesse registrare miglioramenti. Questo ha generato tensione tra il presidente del Consiglio e il leader della Lega Nord Matteo Salvini, che ha scelto di non votare “un decreto che continua a imporre chiusure e restrizioni“. Di seguito i punti salienti del nuovo decreto riaperture, suddivisi per categorie.
SCUOLA E UNIVERSITÀ Da lunedì 26 aprile tornerà la didattica in presenza anche nelle scuole superiori, con una presenza di studenti nelle aule che andrà dal 50 al 75% nelle regioni in zona rossa, mentre in zona gialla e arancione dal 70 al 100%. Circa le università, il decreto legge prevede che, dal 26 aprile al 31 luglio, le attività si svolgano “prioritariamente in presenza” nelle zone gialle e arancioni. Nelle zone rosse, invece, “si raccomanda di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno“.


