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Home Cronaca

Appello delle farmacie campane: “Manca l’ossigeno per la terapia domiciliare Covid, restituite le bombole vuote”

Aumentata anche la richiesta dei saturimetri, i dispositivi per misurare l'ossigenazione nel sangue, e c'è la corsa all'acquisto di Deltacortene e Zitromax

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
4 Novembre 2020
in Cronaca

È un’emergenza nell’emergenza quella che si sta delineando in Campania. L’allarme arriva direttamente dalle farmacie, che chiedono aiuto ai cittadini affinché vengano restituite le bombole di ossigeno vuote. Da giorni si registra ormai una carenza cronica dell’importante elemento chimico, il quale rappresenta un salvavita per i casi Covid più gravi. La mancata restituzione dei ‘vuoti’ da parte di coloro che fanno ossigenoterapia domiciliare, rende di conseguenza impossibile la nuova fornitura a coloro che ne hanno bisogno. È un problema che si era già presentato durante la prima fase della pandemia. Tra marzo e aprile, infatti, la Ferderfarma di Napoli invitò i propri associati ad attivarsi “per il recupero di bombole che sono state consegnate ai domicili dei pazienti”. Ora come allora il pericolo riguarda non solo i pazienti deospedalizzati, che ancora necessitano di ossigeno, ma anche chi in ospedale non c’è mai andato e ha ricevuto solo assistenza domiciliare. A crescere e, quindi, preoccupare sono i tempi di consegna dell’ossigeno. Il rischio sempre più concreto è quello di un notevole aumento della richiesta, con le farmacie in seria difficoltà nell’assicurare tempi brevi per la fornitura e la ricarica delle bombole.

L’ossigenoterapia domiciliare funziona attraverso un procedimento di prelievo di vuoti e riconsegna delle bombole piene. È vero che le farmacie, di norma, ne hanno una scorta, ma in questo periodo la richiesta di ossigeno è aumentata, così da andare in affanno nel sopperire alle emergenze. C’è da considerare, inoltre, che i pazienti contagiati dal virus hanno bisogno di una quantità di ossigeno superiore rispetto a chi soffre, ad esempio, di enfisema polmonare, ma è chiaro che il problema non riguarda solo i malati Covid. La terapia domiciliare con ossigeno ha, infatti, come destinatari tutti i soggetti aventi patologie che causano insufficienza respiratoria. Inoltre, il ridotto apporto di ossigeno a cellule, organi e tessuti tramite il sangue può avere conseguenze molto gravi. Dunque l’ossigeno impiegato in terapia è un vero e proprio farmaco, che va assunto solo da chi ne ha reale necessità e secondo una posologia ben precisa. Molte farmacie della regione hanno, quindi, postato sulla propria pagina Facebook il seguente appello ai cittadini: “Vi invitiamo a restituire in farmacia le bombole di ossigeno gassoso in vostro possesso, per consentire in questo periodo di emergenza sanitaria la distribuzione a chi necessita di terapia salvavita. Il vostro contributo potrebbe essere determinante per aiutare i pazienti in grave difficoltà respiratoria”.

“C’è una grande carenza di bombole di ossigeno – si legge in un altro appello – senza i vuoti non è possibile ricaricarne di nuove e quindi distribuirle a chi ne ha veramente bisogno”. Ma a mancare non sono solo le bombole di ossigeno. Il panico generalizzato ha visto aumentare anche la richiesta dei saturimetri, cioè i dispositivi in grado di misurare l’ossigenazione del sangue. Il loro utilizzo è semplice: inserendo un dito della mano all’interno dell’apparecchio poco dopo apparirà il valore di ossigenazione. I valori ottimali di saturazione vanno dal 95% in su. Una lieve carenza è denotata da valori compresi tra il 91% e il 94%, al di sotto di questi è necessario consultare il proprio medico di base.

Altra questione riguarda la corsa all’acquisto di scorte di Deltacortene e Zitromax, i farmaci prescritti dai medici nella cura anche domiciliare dei pazienti Covid. C’è da precisare che non sono farmaci antivirali, dunque non vanno ad agire in maniera specifica contro il virus. Lo Zitromax è un antibiotico impiegato nel trattamento di batteri che causano infezioni a carico delle vie respiratorie alte o basse, della cute e dei tessuti molli. Il Deltacortene ha attività antinfiammatoria ed è prescritto in caso di malattie reumatiche, infiammazioni diffuse, dermatiti e allergie gravi. Entrambi i farmaci, quindi, agiscono sulle complicanze indotte dal virus (danni all’apparato respiratorio e infiammazioni) e non contro il virus stesso. L’elevata richiesta, necessaria in taluni casi, ma frutto di preoccupazione per l’esaurimento delle scorte in altri, ha messo in crisi le aziende produttrici. Si spera, dunque, che le difficoltà siano transitorie, così che le stesse aziende possano rifornire le farmacie in maniera adeguata e veloce.

(Ha collaborato alla stesura dell’articolo Lucia Santoro)

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Tags: Federfarma
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