Purtroppo gli ospedali sono arrivati quasi al punto di saturazione nel Casertano, a causa dell’esplosione dei contagi che ha interessato nelle ultime due settimane l’intera provincia. Una situazione di congestionamento ospedaliero che avrebbe causato, nei giorni scorsi, addirittura diverse code di ambulanze ferme fuori agli ospedali di Terra di lavoro, in attesa di poter ricoverare i pazienti. A fare il punto sulla gestione dell’emergenza sanitaria in provincia di Caserta all’Ansa è stato il direttore dell’Asl Ferdinando Russo. Per far fronte a tale condizione di stress da ricoveri e al fine di liberare i pronto soccorso ospedalieri ormai in tilt, il direttore dell’azienda sanitaria casertana fa sapere che è stato avviato il piano per la realizzazione delle tensostrutture presso gli ospedali di Marcianise e di Aversa. Nelle strutture modulari verranno infatti accolti tutti quei pazienti risultati positivi al Covid-19, in attesa che si liberino dei posti letto all’interno dei reparti ospedalieri, garantendo così il regolare svolgimento dei servizi di soccorso.

I diversi Covid center attivati in tutta la provincia sarebbero infatti insufficienti e avrebbero ormai raggiunto il limite dei posti letto occupati. Il nosocomio di Maddaloni, riconvertito in Covid hospital ha infatti raggiunto la capienza massima, con 89 pazienti positivi ricoverati, così come sarebbero ormai piene le sale di terapia intensiva e quelle di terapia sub-intensiva. Una situazione analoga si sarebbe verificata anche all’ospedale di Santa Maria Capua Vetere, parzialmente riconvertito per accogliere i contagiati di Covid-19. Il piano dell’Asl di Caserta prevede pertanto la realizzazione di nuovi posti letto adibiti al ricovero dei pazienti positivi, anche presso il nosocomio di San Felice a Cancello.

