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Home Cronaca

Covid, i sintomi della variante Omicron: “Meno febbre e più raffreddore”. È più raro perdere gusto e olfatto.

Omicron, lo studio inglese. Dal King's College di Londra le prime indicazioni sulla nuova variante. Da questi ultimi dati è stata infatti decisa la strategia di alcuni Paesi di anticipare il richiamo, alcuni a tre mesi mentre l'Italia a 4 mesi, dalla seconda dose

redazione di redazione
27 Dicembre 2021
in Cronaca, Mondo

Anche se i dati in proposito sono preliminari e molto pochi, la variante Omicron sembrerebbe causare sintomi generalmente più lievi e comunque un po’ diversi da quelli provocati dai primi ceppi del patogeno pandemico.

Uno degli studi più ampi in tal senso è il progetto di ricerca ZOE COVID Symptom Study condotto nel Regno Unito, in cui milioni di pazienti segnalano autonomamente la propria sintomatologia. Si basa su un’applicazione per dispositivi mobili ed è coordinato dall’illustre professor Tim Spector, docente di Epidemiologia Genetica e direttore presso il Dipartimento della Ricerca sui Gemelli del prestigioso King’s College di Londra. Dall’analisi dei dati caricati dai pazienti contagiati dalla variante Omicron è emerso che i sintomi più frequenti sono perlopiù assimilabili a quelli di un raffreddore (il naso che cola) con mal di testa e dolore alle ossa, affaticamento, ma solo raramente con perdita di gusto e olfatto o con la febbre alta che ci costringe a restare a casa. Rispetto ad altri ceppi, assume più spesso le vesti di un innocente malanno di stagione, ma con una capacità maggiore di contagiare gli altri. L’evidenza attuale dei casi Omicron analizzati in Gran Bretagna mostra inoltre come i pazienti siano in grado di guarire in media in cinque-sette giorni, sebbene alcuni dei sintomi come tosse e affaticamento possano persistere più a lungo. Nei casi più gravi è stata segnalata anche mancanza di respiro, che è stata osservata per durare fino a 13 giorni dopo.

Altre indagini, come riportato da El Pais, segnalano che la perdita dell’olfatto è ormai rara o quasi inesistente, quando all’inizio della pandemia rappresentava invece uno dei sintomi più significativi della nuova infezione respiratoria (interessava fino al 70 percento dei pazienti). A sostegno della minore morbilità della variante Omicron vi sarebbe ciò che si è verificato in un ristorante di Olso, dove un viaggiatore proveniente dal Sudafrica ha contagiato circa il 75 percento dei 110 presenti. Fra essi solo il 12 percento ha perduto l’olfatto, inoltre nessuno ha avuto bisogno di un ricovero in ospedale. “Vediamo starnuti, rinorrea, mal di gola più moderato e meno febbre rispetto ad altre varianti”, ha affermato al quotidiano spagnolo in relazione ai casi di variante Omicron la professoressa Carmen Fariñas, responsabile del dipartimento di malattie infettive presso l’ospedale universitario Marqués de Valdecilla di Santander, “È molto simile a un normale raffreddore ma forse con un po’ più di stanchezza e disagio. Non vediamo più la perdita di olfatto e gusto che si verificava soprattutto con la variante alfa”, ha aggiunto l’esperta.

Tra i motivi della velocità di diffusione potrebbero esserci i tempi di incubazione, più brevi rispetto alle precedenti varianti fin qui affrontate, dal ceppo originale del SarsCov2 fino ad Alpha e Delta. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che l’insorgenza dei sintomi impiegasse da due giorni a due settimane per manifestarsi nei casi di persone infette dal primo ceppo di coronavirus. Tempo che si è accorciato con la variante Delta e che si sta dimostrando ancora più breve con Omicron che viene identificato da tre a cinque giorni.

Per quanto riguarda le persone che si sono vaccinate, unite a coloro che di recente hanno superato l’infezione, potrebbe aver portato il virus a muoversi in maniera differente, creando meno problemi alle persone contagiate. In particolare i dati dalla Gran Bretagna, alle prese con numeri altissimi di casi giornalieri, superiori a 120.000 positivi in più ogni 24 ore, mostrano come molte di queste persone si trovino a casa con sintomi lievi, alcuni asintomatici.

Al contrario invece continuano ad essere a rischio le persone che hanno scelto di non vaccinarsi, esponendosi al pericolo del virus senza barriere. Un’altra buona notizia arriva inoltre dall’efficacia della dose booster capace di riportare ad alte percentuali la copertura anche contro l’infezione. Da questi ultimi dati è stata infatti decisa la strategia di alcuni Paesi di anticipare il richiamo, alcuni a tre mesi mentre l’Italia a 4 mesi, dalla seconda dose.

Variante Omicron

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Tags: primopianovariante omicron
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