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Home Ambiente

Dalle tartarughe parte la rinascita del litorale Domitio

Gli esemplari di Caretta Caretta hanno ripreso a deporre le uova sulla spiaggia tra Napoli e Caserta

Gianpasquale Serino di Gianpasquale Serino
30 Giugno 2021
in Ambiente

L’hanno battezzata Domizia (la Z è una scelta): è la tartaruga che ha deposto le uova dopo diversi anni di assenza di questi magnifici animali dal litorale costiero domitio (ne abbiamo parlato qui). Si tratta di un evento molto raro: le tartarughe Caretta Caretta sono infatti diffuse in diversi mari del mondo ma sono fortemente minacciate in tutto il bacino del Mar Mediterraneo e sono ormai al limite dell’estinzione nelle acque italiane. Domizia prende il nome dall’associazione ambientalista omonima che opera trasversalmente in una delle zone con il più alto potenziale inespresso della Campania intera. Un luogo frequentato da patrizi e imperatori fin dai tempi degli antichi romani, che da queste parti erano soliti godersi le vacanze.

Domizia (l’Associazione) riunisce gli operatori che insistono sul territorio e che cercano con il loro impegno di rilanciarlo, nella speranza che da tutti (pubblico e privato) arrivino aiuti, iniziative, suggerimenti e mani tese. Domizia, nelle intenzioni, dovrà poi diventare un marchio ombrello di sostenibilità ambientale del litorale tra Caserta e Napoli, in cui verranno coinvolti tutti gli operatori economici, piccoli e grandi: dal ceto peschereccio ai commercianti e così via. Nel progetto anche Coldiretti-Impresa Pesca, rappresentata da Fulvio Giugliano, che spiega come “chi aderirà all’iniziativa lo farà sposando idee di salvaguardia del territorio, per l’uso di materiali eco-friendly in qualsiasi attività venga posta in essere, rispettando un disciplinare in fase di elaborazione che verrà presentato a breve”.

Proprio oggi intanto è stata avvistata sul litorale di Castel Volturno anche Domitiana, la seconda tartaruga che ha scelto queste sabbie per depositare le sue uova e che è stata simbolicamente identificata come sorella adottiva della capostipite Domizia. Insieme ai ricercatori della Stazione Zoologica di Napoli Anton Dohrn sempre presenti nella zona, con i responsabili del Turtle Centre e i volontari dell’Enpa e della Lipu, gli ambientalisti dell’associazione Domizia sperano che siano avvistate anche tante altre tartarughe nei prossimi giorni e hanno scelto di dare a ognuna di loro il nome di una delle località degradate: la prossima si chiamerà Ischitella, poi via via tutte le altre sorelle.

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Tags: Castel Volturnodomizianaflash
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