Non esclude l’applicazione di misure anti-contagio più drastiche Vincenzo De Luca. Il presidente della Regione Campania, nel corso della consueta diretta Facebook del venerdì, ha affrontato diversi temi concernenti la situazione epidemiologica sul territorio regionale. Tra questi, la transizione dalla cosiddetta “Fase C” dell’epidemia, caratterizzata da un livello di contagio medio-alto, alla predisposizione delle strutture sanitarie per la “Fase D”, caratterizzata da una crescita dei casi elevata. Un incremento al quale, afferma De Luca, le autorità sanitarie campane si stanno preparando.
“L’obiettivo in Italia dovrebbe essere quello di avere un equilibrio tra i nuovi contagi e le persone dichiarate guarite“, ha detto il presidente, che poi ha aggiunto: “Non un’equivalenza perfetta, 700 contati e 700 guariti, ma perlomeno una situazione gestibile, 700 contagi e 500 o 600 guariti. Fino a quando regge questo equilibrio, la situazione diventa gestibile, ma se questo equilibrio salta, se cioè dovessimo avere 1.000 contagi e 200 guariti, è lockdown”. De Luca ha poi fatto il parallelo tra la situazione attuale e quella sperimentata nel pieno della prima ondata, ad aprile, quando si registrò un numero maggiore di ricoveri: “Dobbiamo prepararci da qui a un mese e mezzo ad avere il triplo dei ricoveri in terapia intensiva, cioè dobbiamo passare dalle 130 terapie intensive occupate oggi a quasi 500 terapie intensive occupate”, ha spiegato.
Il presidente ha poi commentato duramente la vicenda che visto coinvolti il Napoli e la Juventus, con i bianconeri che sono scesi in campo normalmente per la partita in programma contro la squadra azzurra nonostante quest’ultima fosse stata bloccata in Campania dalle autorità sanitarie per i casi di Coronavirus riscontrati in organico. De Luca ha definito il protocollo sanitario della Lega Calcio, al quale si era appellata la Juventus e che consentiva il regolare svolgimento del match, un atto privato che non conta nulla dal punto di vista della legge. “Dal punto di vista della sanità, i giocatori sono sottoposti alle stesse regole di tutti i cittadini italiani”, ha detto, scagliandosi poi contro il presidente della squadra bianconera e definendo le sue dichiarazioni in merito penose e imbarazzanti. “Il presidente della Juve è un uomo appassionato, oltre che di palle e palloni, anche di filosofia. Mi permetto di ricordargli quello che diceva Schopenhauer: ‘La gloria bisogna conquistarla, l’onore basta non perderlo’. Se io mi fossi comportato così, sentirei di aver perduto il mio onore sportivo. Che cosa rimane in questi atteggiamenti dello spirito sportivo? Come ci si può ridurre alla meschinità di pretendere di vincere un incontro con gli antagonisti che sono messi in quarantena non per volontà propria ma da un’Asl? Perfino il commissario tecnico della nazionale si è lasciato andare a una esternazione che si poteva tranquillamente risparmiare. Con molta simpatia, ma ognuno deve fare il proprio mestiere”. De Luca ha poi evidenziato il paradosso che si verrebbe a creare se le deroghe messe in atto nel mondo del calcio fossero concesse in altri ambiti sportivi ed economici: “Se ogni federazione sportiva decidesse di fare un protocollo in deroga, se la federazione degli albergatori, che sono un pezzo importante dell’economia dell’Italia, chiedesse una procedura in deroga, dovremmo sciogliere il ministero della Salute e le Asl e ognuno farebbe quel che gli pare”.
Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca
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