Un episodio di violenza e umiliazione sconvolge Pompei. Un uomo disabile di 50 anni, di Pompei, è stato sequestrato, insultato e gettato in piscina da due giovani poco più che ventenni, che lo avrebbero trattenuto contro la sua volontà per circa due ore. Per i due, ora arrestati, l’accusa è di sequestro di persona e lesioni personali aggravate.
La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’episodio risale ad agosto 2024. La vittima sarebbe stata bloccata per strada, costretta a salire a bordo di un’auto e immobilizzata con la mano sulla bocca e un braccio intorno al collo per impedirgli di chiedere aiuto. Una volta condotto in un’abitazione, l’uomo è stato privato delle chiavi di casa e del cellulare, rimanendo prigioniero per circa due ore. Durante la prigionia, il disabile sarebbe stato ripetutamente insultato e, in un momento di particolare crudeltà, gettato in piscina nonostante non sapesse nuotare. Costretto a rimanere in acqua, ha più volte gridato di non riuscire a respirare, mentre veniva schernito dai presenti. L’aggressione gli ha provocato lesioni in varie parti del corpo. Alla fine, l’uomo è stato abbandonato in aperta campagna.

