Un sequestro di persona su scala internazionale ideato e messo in atto tramite la chat piattaforma social, una drammatica disavventura per una donna rumena e per una bambina di dieci anni conclusasi, fortunatamente, con un lieto fine. Sono gli elementi della complessa vicenda portata alla luce a Villa Literno, in provincia di Caserta, dai carabinieri della locale stazione, i quali hanno arrestato in flagranza di reato tre cittadini rumeni con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione. La trappola ordita dal trio criminale, due uomini e una donna, ha inizialmente preso forma su Facebook: qui uno dei tre malviventi si è messo in contatto con una donna residente in Romania, fingendosi innamorato e invitandola, dopo settimane di messaggi in chat, a raggiungerlo in Italia.
La donna, accompagnata dalla figlia minorenne, ha quindi prenotato un volo e raggiunto il nostro Paese atterrando all’aeroporto di Capodichino, dove è stata prelevata dai sequestratori e immediatamente rinchiusa in un appartamento sito a Villa Literno. A quel punto, alla vittima è arrivata la terribile richiesta dei propri aguzzini: 1000 euro per la propria libertà o l’obbligo di prostituirsi per guadagnare il denaro necessario alla scarcerazione. Vistasi con le spalle al muro, la donna è riuscita con trucco a ritornare in possesso del proprio cellulare, con il quale ha prontamente contattato dei parenti nel suo Paese d’origine. Si è quindi innescata una rete di contatti internazionali per il salvataggio dei due ostaggi: i familiari hanno allertato l’ambasciata, che ha provveduto ad allertare i carabinieri fornendo ai militari il numero di cellulare della donna. Gli uomini dell’arma, grazie all’aiuto di un collega che conosceva il rumeno, si sono quindi messi in contatto con la donna che forniva descrizioni di ciò che riusciva a scorgere dalle finestre della propria prigione, cercando di dare punti di riferimento geografici agli investigatori.

