Dalle prime luci dell’alba, per diverse ore, ha avuto luogo in Irpinia una maxi-operazione delle forze dell’ordine con l’impiego di oltre centocinquanta carabinieri del comando provinciale di Avellino impegnati nell’esecuzione di diciannove misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Avellino su richiesta della locale Procura della Repubblica, per i reati di detenzione, produzione e spaccio di sostanze stupefacenti, ma anche di estorsione. Denominata Delivery, l’operazione ha permesso di sgominare una rete di spacciatori che, a partire dal periodo della quarantena primaverile e poi anche durante questi mesi comunque caratterizzati da alcune restrizioni conseguenti all’emergenza epidemiologica in atto da Covid-19, avevano messo in piedi un’efficiente attività di consegna di droga a domicilio, peraltro in molti casi pagata dagli acquirenti – com’è emerso nel corso delle indagini – addirittura con i proventi del reddito di cittadinanza.

Il Gip di Avellino ha disposto la misura cautelare in carcere per tre uomini di 24, 47 e 53 anni, tutti di Avellino; i domiciliari per altri tredici di età compresa tra i 20 e i 65 anni, residenti in Irpinia ma anche nelle province di Caserta e Salerno; infine, l’obbligo di dimora per i restanti tre. Gli spacciatori avevano creato una rete di grande efficienza, con collegamenti per quel che riguarda l’approvvigionamento e lo smercio delle sostanze stupefacenti, ma al tempo stesso una certa autonomia nella gestione dei vari circuiti di spaccio. Durante il lockdown, il gruppo criminale era riuscito a mettere in piedi un servizio di consegna “porta a porta” (in un caso utilizzando come intermediaria anche una minore) per rifornire gli acquirenti di droga a domicilio, in special modo di cocaina, hashish e marijuana. La rete era attiva, oltre che nel capoluogo irpino e in molti centri limitrofi, anche in alcune aree delle province di Napoli e di Salerno.

