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Home Cronaca

Droga in Costiera Sorrentina: i carabinieri scoprono chat, con 300 utenti, per evitare le pattuglie

Il sistema scoperto dopo l'arresto di un pusher: Una rete di sentinelle della strada, un passaparola da un telefono all’altro per segnalare dove sono i carabinieri. Qualcuno vede una pattuglia, scrive. Gli altri ricevono la notifica

redazione di redazione
1 Settembre 2026
in Cronaca, Napoli, Salerno

L’allarme scattava in un secondo, direttamente sulle schermate degli smartphone: una notifica per avvisare centinaia di persone che la strada non era “libera”. A Vico Equense le pattuglie dei Carabinieri non dovevano fare i conti solo con l’attenzione sul campo, ma con una vera e propria rete informale di sorveglianza digitale capace di tracciare ogni movimento delle forze dell’ordine.

Il meccanismo è venuto alla luce quasi per caso, a margine di un’operazione di routine. I militari hanno sorpreso un venticinquenne della zona mentre incassava 400 euro per la compravendita di 40 grammi di hashish. Per il giovane pusher sono scattate le manette, mentre il cliente è stato segnalato alle autorità competenti. Ma è durante il fermo in caserma che la vicenda ha preso una piega inaspettata: il telefono del venticinquenne non smetteva di squillare, tempestato da un flusso continuo di notifiche provenienti da uno specifico gruppo WhatsApp.

La chat

Una rete capillare da 300 contatti

Analizzando il dispositivo, gli investigatori si sono trovati di fronte a “Pdb Allert” — acronimo che per chi indaga sta indiscutibilmente per “Posti di Blocco”. Un gruppo da circa 300 utenti impiegato come un servizio di monitoraggio collettivo del territorio:

  • Segnalazioni istantanee: chiunque incrociasse una gazzella o un posto di blocco inviava posizione e dettagli nel gruppo.
  • Mappatura dei controlli: gli iscritti potevano così deviare il percorso ed eludere le verifiche.
  • Utenza variegata: le prime verifiche sui numeri registrati mostrano un quadro eterogeneo che include non solo acquirenti o pusher, ma anche diversi esercenti e commercianti locali.

Le indagini in corso

Gli inquirenti sono ora al lavoro per fare piena luce sulla natura del gruppo. Il nodo centrale sarà stabilire se si trattasse di un semplice passaparola estemporaneo tra cittadini o di un sistema coordinato e finalizzato a favorire attività illecite nella penisola sorrentina. Sotto la lente degli investigatori ci sono l’identità degli amministratori della chat, la frequenza dei messaggi e il ruolo effettivo giocato dai vari partecipanti.

Tags: chatPiano di SorrentoprimopianoSorrentospaccio di drogaVico Equense
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