Il 2 aprile è la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo (WAAD, World Autism Awareness Day) istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU. La ricorrenza richiama l’attenzione di tutti sui diritti delle persone nello spettro autistico .L’autismo non è una malattia: l’autismo è una sindrome che riguarda tutta la morfologia della persona, che interessa ogni aspetto del suo essere. I disturbi dello spettro autistico sono un insieme eterogeneo di disturbi del neurosviluppo caratterizzati da: compromissione qualitativa nelle aree dell’interazione sociale e della comunicazione, modelli ripetitivi e stereotipati di comportamento, interessi e attività
Ogni individuo affetto da autismo è unico e irripetibile perché esistono infinite combinazioni di questa sindrome. Gli autistici non sono tutti come il “Rain Man” interpretato da Dustin Hoffman, alcuni hanno un alto funzionamento intellettivo, un QI addirittura superiore alla norma, altri invece hanno dei deficit, alcuni bambini autistici a 10 anni dicono solo mamma, altri parlano. All’uopo, i sintomi e la loro severità possono manifestarsi in modo differente da persona a persona, conseguentemente i bisogni specifici e la necessità di sostegno sono variabili e possono mutare nel tempo. L’autismo è difficile da diagnosticare, soprattutto nelle sue prime fasi.
La Fondazione Autismo rende noto che in Italia, dalle ultime stime del Ministero della Salute, un 1 bambino su 77, nella fascia tra i 7 e i 9 anni, presenta un disturbo dello spettro autistico. Sono circa 500.000 le famiglie in Italia in cui è presente almeno una persona con disturbi dello spettro autistico. L’esordio dell’autismo è precoce, solitamente si manifesta tra i 14 e i 28 mesi di età, prevalentemente tra i maschi con un rapporto di 4,4 a 1. Risulta quindi cruciale diagnosticarlo in modo precoce, in modo da avviare immediatamente interventi personalizzati efficaci. Sono dati importanti, che sottolineano la necessità di politiche sanitarie, educative e sociali atte a incrementare i servizi e a migliorare l’organizzazione delle risorse a supporto delle famiglie.
Negli ultimi anni, il Ministero della Salute ha stanziato oltre 30 milioni di euro per interventi di elevata qualità atti al potenziamento dei servizi e alla realizzazione di progetti di vita individualizzati, all’uopo sono state ulteriormente valorizzate le risorse per la specializzazione del personale operante nel servizio sanitario e sono stati istituiti corsi specifici per diffondere l’uso di strategie di supporto evidence based dirette ai caregiver.