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Home Cronaca Caserta

Ecomafia, 25 mila tonnellate di veleni nei campi. Così i clan avvelenavano il casertano: 2 arresti e sequestri -Video

L'inchiesta della Procura di Napoli svela i profitti illeciti del clan. Decisive per le indagini le confessioni di un ex socio occulto e pentito, vicino alla fazione Bidognetti dei Casalesi

redazione di redazione
22 Maggio 2026
in Caserta, Cronaca

Un giro d’affari sporco da oltre un milione e mezzo di euro, cementato dall’ombra dei Casalesi e nascosto sotto una montagna di falsi documenti di trasporto. I Carabinieri del Noe e della Procura Antimafia di Napoli hanno inferto un duro colpo al traffico illecito di rifiuti nella Terra dei Fuochi, traducendo in arresto due persone e iscrivendone altre nove nel registro degli indagati. L’operazione scatta in un momento dall’alto valore simbolico, alla vigilia della storica visita di Papa Leone ad Acerra.

Al centro del sistema criminale c’era un’azienda di Castel Volturno che, secondo gli inquirenti, dal 2023 ha smaltito illegalmente circa 25mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi. Per azzerare i costi di gestione e massimizzare i profitti, enormi quantità di fanghi di depurazione (soprattutto scarti maleodoranti dell’industria conserviera e del pomodoro) e inerti da demolizione venivano scaricati direttamente su terreni agricoli tra Capua, Mondragone e la stessa Castel Volturno.

Il trucco dei “falsi passaporti” per i rifiuti

Per aggirare i controlli, l’organizzazione utilizzava una strategia di dissimulazione sistematica. Sui documenti di viaggio, i carichi di fanghi industriali venivano registrati ufficialmente come “sabbione” o materiali edili regolarmente trattati e pronti al riutilizzo. Una messinscena contabile che ha permesso agli indagati di accumulare un profitto illecito stimato in 1 milione e 600mila euro, cifra per la quale il giudice ha già disposto il sequestro per equivalente.

La svolta grazie alle confessioni del pentito

Le indagini, avviate nell’aprile del 2023 dal Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, hanno trovato una conferma decisiva nelle parole di un importante collaboratore di giustizia. Ex membro di spicco della criminalità egemone sul litorale Domizio e socio occulto dell’impresa coinvolta, il pentito ha svelato i legami storici tra la ditta e la fazione Bidognetti del clan dei Casalesi, spiegando come l’azienda godesse della protezione e dei favori del clan per accaparrarsi i redditizi servizi di sversamento.

Tags: CapuaCastel Volturnoclan bidognettiMondragoneprimopianosmaltimento di rifiutiTerra dei fuochi
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