“Vedi Molinari, Luca, l’importante non è quello che trovi alla fine di una corsa. L’importante è quello che provi mentre corri”. Recita così uno stralcio del film ‘Notte prima degli esami‘, ambientato nel 1989 a Roma. In tutta Italia l’esame di stato, che coinvolge oltre 540mila studenti, sarà in presenza con obbligo di mascherina chirurgica e distanziamento. Se un candidato dovesse risultare positivo al Covid-19 deve mandare un certificato di malattia e potrà fare l’esame appena guarito. Il colloquio a distanza è consentito, invece, solo in casi di quarantena o di fragilità particolari. La lettera estratta e poi si procederà in ordine alfabetico. Si dovrà mantenere una distanza di almeno due metri tra la commissione e il candidato. Ogni giorno possono essere interrogati non più di cinque persone ed è consentito un solo accompagnatore per ognuno. Durante la prova ciascun candidato presenta l’elaborato che ha scelto di portare, dopodichè il colloquio prosegue con la discussione di un testo di italiano e con l’esame dell’intero percorso multidisciplinare.
Stringetelo forte e sappiate che non lo scorderete più. L’esame di maturità è quello che segna la fine di un percorso fatto di ansie, interrogazioni, risate, occupazioni e tanto altro. Ci si sente grandi, scaraventati in un altro mondo, quello universitario o quello del lavoro per poi capire dopo un po’ che gli esami non finiscono mai, quelli della vita, quelli che ti fanno realmente crescere. E allora godete, godete di questi momenti, quelli che vi fanno battere il cuore per un’interrogazione o per la compagna di banco, quelli che vi fanno piangere per un brutto voto preso o per il rimprovero di una professoressa ma ricordate sempre che comunque andrà voi non sarete mai il vostro voto. Dopo l’esame non sarete più gli stessi. In bocca al lupo a chi ha passato ore in DAD dovendo dividere il computer con i fratelli, a chi ha preferito guardare fuori dalla finestra e sognare un’estate all’insegna del puro divertimento; in bocca al lupo anche a mamma e papà che in questo anno difficile vi hanno supportato e sopportato. È giunto l’esame di maturità anche per loro, vi sentirete dire “ai miei tempi” ma i tempi sono ciclici, ritornano, in fondo sono sempre gli stessi e state sicuri che anche tra i vostri genitori, oggi magari grandi professionisti, c’è chi lo sogna ancora la notte. Peccato per chi non può godere di questi momenti, per chi ha abbandonato per qualsiasi motivo la scuola, sono emozioni ed esperienze che non torneranno più, l’istruzione e la cultura sono gli unici ingredienti della vita che possono fare la differenza. Una mente pensante può generare grandi progetti, sta a voi realizzarli. Ad Maiora!

