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Home Politica

Editoriale / La crisi politica e la metamorfosi kafkiana del centrosinistra di Aversa

Ignazio Riccio di Ignazio Riccio
11 Aprile 2020
in Politica
positivi ad Aversa

L’emergenza Covid-19, da oltre due mesi in Campania, ma anche nel resto d’Italia, ha di colpo offuscato gli altri interessi quotidiani, anche quelli di primaria importanza. Noi giornalisti siamo costretti a rincorrere dati, cifre e numeri di tamponi risultati positivi al test e a riportare notizie di decessi e, in quel caso con grande sollievo, di guarigioni. I sindaci, i governatori di regioni e i rappresentanti del Governo centrale popolano con le loro dirette giornaliere i profili social e, magicamente, tutto ciò che riguarda la loro attività politica e amministrativa si è praticamente liquefatto, come neve al sole. Si discute e si commenta solo di nuovo Coronavirus, senza soluzione di continuità.

La città di Aversa in questo senso rappresenta un’eccezione. Nel bel mezzo dell’epidemia è esplosa una crisi politica molto seria, conseguenza degli avvenimenti degli ultimi mesi, che mette a rischio la tenuta dell’attuale amministrazione comunale. Un precipitare degli eventi che, seppure non inatteso, lascia interdetti. La tregua dettata dalla pandemia è venuta meno in maniera fragorosa, con accuse reciproche e la defenestrazione, nelle ultime ore, dell’assessore al Bilancio Nico Carpentiero.

Pezzo dopo pezzo, il sindaco Alfonso Golia ha praticamente perso gran parte della giunta. Prima l’assessore all’Ambiente Mena Ciarmiello, poi il vice sindaco Luigi Fadda e adesso Carpentiero. Situazioni diverse l’una dall’altra, non c’è dubbio, ma il filo conduttore è lo stesso: quest’esecutivo non brilla sicuramente per compattezza, soprattutto nel confronto con le forze politiche di maggioranza, diventato sempre più complicato.

Da tempo esistono gruppi contrapposti tra loro, che si fanno la guerra su temi di ordinaria amministrazione e in mezzo ci sono i dirigenti, che la macchina comunale la guidano da tempo e hanno un ruolo attivo nelle scelte. Al di là delle singole questioni (recupero tasse inevase – specie quelle riguardanti l’acquedotto – casse comunali a secco e possibile dissesto, stabilizzazione lavoratori socialmente utili, mercato ortofrutticolo, bando strisce blu, opere pubbliche bloccate), balza all’occhio un aspetto fondamentale, che contraddice la bella e pirotecnica campagna elettorale condotta dalla maggioranza che amministra Aversa.

Il sindaco Golia e i suoi seguaci avevano puntato le loro “carte” sulla trasparenza e il confronto con la città. Nessuno ha dimenticato il primo cittadino con lo zainetto rosso in spalla che incontrava i cittadini sbandierando lo slogan: “Io ci credo” e assicurando che avrebbe portato avanti “l’operazione verità”. A distanza di qualche mese, qualunque osservatore esterno, anche quello meno avvezzo alla politica, rimane spiazzato dalla metamorfosi kafkiana del centrosinistra aversano. Oggi, volendo descrivere l’attuale stato delle cose, come in un fotogramma, si vede un sindaco arroccato sull’Aventino e gli alleati, a turno, attaccarlo per il suo operato.

Anche i suoi grandi sostenitori, quegli uomini di punta che formavano l’ossatura dell’esecutivo anni ‘90 guidato dal padre dell’attuale sindaco, sembrano aver scaricato il primo cittadino, con post al vetriolo sui social network. Un’immagine desolante, dove a venire meno è proprio quella trasparenza tanto auspicata da tutti, ma trasformatasi nell’ultimo periodo in una nube nera densa e impenetrabile. Analizzando le decisioni del sindaco Golia, che significato ha convincere qualche mese fa un assessore al Bilancio dimissionario a ritornare sui propri passi, per poi sfiduciarlo in prossimità della presentazione dello strumento economico-finanziario? Perché non rimpiazzare subito gli assessori dimissionari? Studiando l’atteggiamento dei consiglieri, invece, ci si domanda: perché non denunciare immediatamente il corto circuito che si è venuto ad innescare tra esecutivo e maggioranza? Perché non fare chiarezza sul ruolo dei dirigenti, che in questa partita a scacchi sembrano avere un ruolo fondamentale?

Tutte domande senza risposte, seppure sollecitate dal nostro giornale. La preoccupazione, da cittadini prima che da giornalisti, è che si ricada nuovamente in quel circolo vizioso fatto di sgambetti e ripicche politiche, inutili per tutti. Inutili per gli stessi esponenti della maggioranza, che rischiano nuovamente di passare la mano al centrodestra, e per i residenti che ancora una volta non potranno beneficiare di un esecutivo capace di programmare interventi a lungo termine e risolvere i problemi.

Sembra non si riesca a fare tesoro degli errori ripetuti più volte in politica, ad imparare dal passato, dalle lotte intestine degli inizi degli anni ’90, che hanno falcidiato prima il centrosinistra e, più recentemente, i loro avversari storici di centrodestra. Ciò, alla fine, rende più deboli e meno credibili anche le proposte politiche ad ogni campagna elettorale, dove a vincere, ormai da troppo tempo, non è chi merita di più, ma chi in quel momento approfitta delle divisioni all’interno dei gruppi politici avversari.

 

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Tags: centrodestracentrosinistra
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