Si chiude in via definitiva la vicenda giudiziaria legata alla rete di estorsori che, per conto del clan dei Casalesi, avrebbe imposto il pizzo a commercianti e imprenditori di Aversa e dei comuni vicini. La Corte di Cassazione ha infatti confermato la sentenza pronunciata in appello dalla sesta sezione della Corte d’Appello di Napoli, rendendo la condanna irrevocabile.
Con il passaggio in giudicato della sentenza sono scattati gli ordini di carcerazione nei confronti dei condannati. Tra questi, Emilio Mazzarella, 57 anni, di Cesa, dovrà scontare 4 anni e 10 mesi, mentre Luigi Macchione, 54 anni, di Trentola Ducenta, è stato condannato a 2 anni e 6 mesi. Per alcuni imputati il secondo grado di giudizio aveva portato a una revisione delle pene, anche grazie al riconoscimento della continuazione tra i reati. È il caso di Giovanni Agnifili, detto “‘o Ccupatore”, 49 anni di Aversa, condannato a 7 anni e 5 mesi; di Pasquale Ciocia, detto “‘o Perciato”, 64 anni di Trentola Ducenta, a 3 anni e 10 mesi; e di Agostino Paciello, 37 anni di Casaluce, a 7 anni.

