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Home Cronaca Caserta

Falsi incidenti per raggirare le assicurazioni, 30 indagati: coinvolti avvocati, medici e giudici di pace

I falsi sinistri a fronte della corresponsione di somme di denaro, pari a 100/150 euro, per ogni incontro (referti in nosocomi, visita CTU, procura presso studi notarili) e un saldo finale di 400/500 euro a chiusura della pratica.

redazione di redazione
22 Maggio 2025
in Caserta, Cronaca

Un sistema rodato di falsi incidenti stradali, risarcimenti truccati e sentenze compiacenti. È questo lo scenario emerso da una maxi-indagine congiunta della polizia di Stato e della guardia di finanza, che ha portato all’emissione di 30 decreti di perquisizione nei confronti di avvocati, medici, falsi testimoni e tre giudici di pace attivi presso l’Ufficio di Santa Maria Capua Vetere. L’inchiesta, coordinata dalle Procure della Repubblica di Roma e Santa Maria Capua Vetere, ha svelato l’esistenza di una presunta associazione per delinquere specializzata nel costruire a tavolino falsi sinistri stradali – in particolare investimenti di pedoni e ciclisti su strisce pedonali – con l’obiettivo di ottenere indebiti risarcimenti da parte delle compagnie assicurative.

Un meccanismo collaudato e ramificato

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli avvocati coinvolti gestivano l’intero iter delle truffe, dai rapporti con le compagnie assicurative fino alla selezione dei finti danneggiati, spesso reclutati dietro compensi di poche centinaia di euro. Gli “attori” dei sinistri ricevevano somme comprese tra i 100 e i 500 euro, suddivise in più fasi: dal primo accesso in ospedale alla visita con il consulente tecnico d’ufficio (CTU), fino alla firma della procura notarile A rafforzare il sistema, il ruolo chiave di medici compiacenti, sia consulenti nominati dal tribunale, sia professionisti privati, che redigevano perizie a supporto delle richieste di risarcimento. Le anomalie emerse riguardano anche la serialità delle dinamiche: incidenti identici per modalità e danni, spesso senza l’intervento delle forze dell’ordine sul posto.

Il sospetto sulla magistratura onoraria

Tra i nodi più gravi dell’inchiesta, il presunto coinvolgimento di tre giudici di pace, accusati di aver emesso sentenze favorevoli in cambio di denaro. Secondo gli inquirenti, avrebbero accolto ricorsi per lesioni fisiche e morali a fronte di risarcimenti non dovuti, rafforzando così la credibilità delle pratiche false. Il coinvolgimento di magistrati ha reso necessario lo stralcio del fascicolo e la trasmissione alla Procura di Roma per competenza territoriale.

Perquisizioni e nuovi sviluppi attesi

Le perquisizioni, effettuate dalla Squadra Mobile di Caserta e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, hanno interessato studi legali, ambulatori, abitazioni private e uffici pubblici. L’obiettivo ora è consolidare il quadro probatorio e chiarire l’estensione della rete, che appare strutturata e ben radicata nel territorio.

L’indagine apre uno squarcio inquietante su un sistema parallelo di giustizia truccata, in cui la collusione tra professionisti e giudici rischia di compromettere la fiducia nelle istituzioni e alimentare un’economia criminale fondata sull’illecito profitto.

Tags: primopianotruffa assicurazioni
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