Il 2020 è solo ad un terzo, quasi, del suo corso e certamente sarà ricordato per l’emergenza da Covid-19, nata in Cina e velocemente diffusasi in tutto il mondo. Napoli, così come la Campania e l’Italia intera si sono viste colpite da numerosi casi di positività molto in fretta, tanto da non aver permesso al sistema sanitario di organizzarsi al meglio. I più adulti troveranno sicuramente punti in comune con quanto successe nel 1973, quando la Campania, insieme a Puglia e Sardegna, registrò, solo all’ospedale Cotugno, 911 casi di colera in soli 10 giorni. Dopo pochi giorni dall’inizio dell’emergenza, tuttavia, venne avviata un’enorme operazione di profilassi che vide, in una sola settimana, circa un milione di napoletani vaccinarsi. Quell’anno e quell’emergenza si avvalsero della preziosa presenza di Franco Faella, infettivologo napoletano ritenuto uno dei più esperti in Italia. In attività al Cotugno dal 1970, lo ritroviamo ancora oggi, nel 2020, a dare il suo contributo.
Franco Faella, nel 2015, era andato in pensione da direttore del dipartimento infettivologico dell’Ospedale Cotugno, ma ora, a 74 anni, è stato richiamato dall’Asl per mettere di nuovo al servizio della scienza e della medicina le sue qualità e la sua esperienza. A ospitare l’infettivologo ci sarà un ospedale generalista che, per l’emergenza, è stato trasformato in struttura specializzata per pazienti infetti da Covid-19, l’ospedale Loreto Mare. La trasformazione è stata fatta, tra l’altro, in tempi record e la nuova organizzazione prevederà 10 posti di terapia intensiva, già pronti, 20 di sub intensiva e 40 di normale degenza infettivologica. Gli ultimi dettagli stanno venendo ultimati e il Loreto Mare, già da domani, sarà pronto per diventare il secondo polo anti Covid-19 a Napoli.

