La giustizia arriva, a volte con decenni di ritardo, ma non dimentica. Dopo ventidue anni di indagini e silenzi, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno chiuso il cerchio sull’efferato omicidio di Matteo Tesorello, il titolare di una concessionaria d’auto ucciso nell’aprile del 2004. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli, ha portato all’arresto di tre persone legate alla fazione Bidognetti del Clan dei Casalesi.
L’esecuzione e l’orrore nel bagagliaio
Il delitto Tesorello è stato ricostruito come una vera e propria esecuzione di stampo mafioso. Il 35enne di Frignano fu attirato con l’inganno presso un impianto sportivo tra i comuni di Frignano e Villa di Briano. Lì, i killer lo freddarono con diversi colpi di arma da fuoco. Ma l’efferatezza dei sicari non si fermò all’omicidio: per cancellare le tracce e lanciare un segnale criminale, il cadavere fu rinchiuso nel bagagliaio di una Lancia Y10 e dato alle fiamme. L’auto carbonizzata venne ritrovata solo diversi giorni dopo.

