Sorpreso mentre tentava di rubare delle placchette protettive dagli interruttori della corrente di centro sportivo. È quanto accaduto a L.D.M., il quarantunenne di Caivano, già noto alle forze dell’ordine, tratto in arresto dai carabinieri della tenenza locale. Il fermo è maturato nel corso di un normale servizio di pattugliamento del territorio: i militari, transitando nei pressi del centro sportivo nel comune del Napoletano, hanno notato un’automobile in sosta con le portiere aperte. Avvicinatisi al veicolo per un controllo approfondito, gli uomini dell’Arma hanno ritrovato nell’abitacolo un telefono cellulare e, insospettiti dalla situazione, hanno proseguito l’ispezione all’interno della struttura. Qui, i carabinieri hanno sorpreso il quarantunenne mentre tentava di svitare le placchette dai muri del centro e, dopo aver sventato un maldestro tentativo di L.D.M. di disfarsi di una dose di cocaina e del nottolino dell’auto parcheggiata fuori, hanno immobilizzato e arrestato il pregiudicato. A seguito di ulteriori accertamenti e dell’acquisizione dei filmati di alcune telecamere di sorveglianza, i militari hanno potuto constatare come l’uomo avesse rubato l’auto, lasciata dal legittimo proprietario in via Turati, poco prima di finire in manette. L.D.M. è stato quindi posto agli arresti domiciliari in attesa di comparire davanti all’autorità giudiziaria, alla quale dovrà rispondere dei reati di furto aggravato e danneggiamento.
È stato invece tratto in arresto nei pressi di un supermercato di Salerno Y.S., venticinquenne di origine africana bloccato dagli agenti della polizia di Stato a seguito di una segnalazione telefonica. Gli uomini delle forze dell’ordine sono intervenuti nei pressi di un supermercato del centro cittadino, dove il giovane stava ripetutamente infastidendo i clienti dell’attività commerciale. Bloccato non senza difficoltà dagli agenti, a seguito di una perquisizione personale il venticinquenne è risultato essere privo di documenti e senza fissa dimora. Portato in Questura, da ulteriori indagini è emerso come il ragazzo avesse in passato utilizzato diversi pseudonimi e si fosse già reso responsabile di reati analoghi. In virtù del quadro accusatorio, aggravato dalla resistenza opposta ai poliziotti, Y.S. è stato arrestato e sottoposto a processo per direttissima, al termine del quale è stato condannato a sei mesi di reclusione con sospensione della pena, mentre proseguono gli accertamenti per verificare la legittimità della sua presenza sul territorio nazionale.

