Un racconto a cui si fa fatica a credere. Quella di “Giuanin. L’uomo che scappava verso se stesso” è una storia vera, a metà tra il romanzo picaresco e il trattato esoterico. Il libro di Pasquale Vitale, pubblicato dalla casa editrice indipendente Bagarì Edizioni (già acquistabile nello Store di Bagarì da febbraio 2019), sarà presentato al pubblico partenopeo in anteprima martedì 26 marzo, durante un lungo evento artistico-multidisciplinare, dalle ore 18 alle 00,30, presso il “Portico340” (via Tribunali, 340). La manifestazione nasce per presentare il suggestivo e toccante lavoro di Vitale ed è organizzata da Bagarì Edizioni, Cooperativa Sociale La Fenice ONLUS, Roberto Ormanni & il Quartet e Portico 340.
Il libro
“Giuanin” nasce dalla collaborazione tra il collettivo Hey, Pachuco! (fondatore di Bagarì Edizioni) e Cooperativa Sociale “La Fenice” Cava de’ Tirreni. Il 13 maggio 1978, in Italia viene approvata la Legge Basaglia e i manicomi vengono chiusi. La vicenda di “Giuanin” prende luogo nel manicomio di Collegno, dove quest’ultimo, Vittorio e tanti altri “personaggi” non sono che persone sole, disabituate all’espressione di sé a causa dell’isolamento. Pasquale, invece, è viaggiatore e artista di strada, ricercatore del senso dell’occulto, e sceglie di sua spontanea volontà di recarsi a Collegno per condividere la propria arte e il pane con i “pazzi”.
Attraverso linee di colore, rappresentazioni animali e paesaggistiche, l’artista apre le mura del manicomio ai suoi inquilini e stringe con Giuanin un rapporto d’amicizia autentico, che sconvolge le loro vite e li unisce per sempre. In questa storia l’arte non è una forza salvifica, ma è una spinta in grado di restituire umanità nella dimensione del viaggio, nell’esperienza del contatto diretto con le persone, nella libertà dalle costrizioni sociali e d’interesse.
“L’uomo che scappava verso se stesso“ è un libro che avvince e commuove, fa riflettere e agghiaccia, portando il lettore a filo sul limite tra il noto e l’ignoto, la luce e l’oscurità. Con le illustrazioni dell’autore, ad accompagnare la lettura, Vitale riesce a dar vita a un percorso iniziatico, una strada alla scoperta del proprio io “superiore” attraverso l’esplorazione simbolica della malattia mentale.
“Il mio libro nasce da diverse necessità, ad esempio quella di dare una testimonianza del mio passato – spiega Pasquale Vitale – infatti il libro è nato ad un punto della mia vita in cui ho chiuso un ciclo di esperienze per darne vita ad un altro. Questa esperienza di scrittura è sicuramente preparatoria a ciò che scriverò in futuro”.