Per salvare la scuola l’obbligo di vaccino a prof e Ata non basta, ci vuole il green pass anche per gli studenti. È l’appello fatto al governo da un drappello di sindaci capitanati dal primo cittadino di Pesaro Matteo Ricci
Il testo dell’appello dei sindaci: “Chiediamo al Governo di introdurre subito il Green Pass anche nelle scuole per salvare la didattica in presenza. C’è il rischio concreto, visto l’aumento dei contagi, che da gennaio tutte le scuole italiane vadano in Dad. Non possiamo permetterlo. È nostro dovere tutelare sia il diritto al lavoro che il diritto all’istruzione“.”Con il Green Pass nelle scuole – sottolinea l’appello – prevedendo come per le altre categorie vaccino o tampone, preserveremmo la scuola in presenza e con essa un diritto costituzionale, quello dello studio e dell’istruzione. Se non agiamo subito introducendo il Green Pass rischiamo di ritrovarci con le scuole chiuse a breve, con la didattica a distanza indistintamente per tutti i ragazzi, vaccinati e non vaccinati, e con le gravi conseguenze – sanitarie, sociali, lavorative, economiche e psicologiche – che abbiamo già conosciuto in passato. I sindaci credono fortemente che questa sia l’unica strada da percorrere per il futuro della scuola e dei nostri ragazzi“.
Ma la proposta è stata accolta con molta freddezza da Antonello Giannelli, presidente dell’Anp. “Comprendiamo la preoccupazione di chi si trova a dover fronteggiare la quarta ondata che sta investendo in modo particolare la fascia più giovane della popolazione”, ma “la scuola – ha detto Giannelli all’Ansa – necessita di una estrema e doverosa gradualità nell’introduzione di misure che potrebbero comportare una compressione del diritto all’istruzione, pur se determinate da ragione di salute collettiva”.
Nel contempo i dirigenti scolastici si aspettavano un supporto dalle Asl o dall’esercito nelle ultime settimane decisamente difficili per la scuola italiana: “Attendiamo – ha detto sempre il numero uno dell’Anp – ancora di vedere gli esiti dell’intervento delle forze messe in campo dal generale Figliuolo” sul rafforzamento del testing nelle scuole. “Ci saremmo aspettati, infatti, una rapida inversione di tendenza in termini di efficienza delle Asl e di efficacia alla campagna di testing e tracing, operazioni che dovrebbero garantire la scuola in presenza”.
Infatti, si continua in quasi tutti i casi di contagio in classe a mandare tutti gli alunni in quarantena in modalità precauzionale poi, mancando il riscontro da parte delle Asl, evidentemente oberate da impegni, la classe rimane in quarantena così come previsto dal protocollo: sette giorni i vaccinati, dieci giorni i non vaccinati; e così via per ogni contagio avvolta in una spirale senza via d’uscita.