Nell’ambito delle operazioni condotte dalla guardia di finanza sul territorio di Gricignano di Aversa finalizzate a contrastare i sempre più crescenti fenomeni di frode e di contraffazione nell’industria e nel commercio alimentare, sono stati scoperti circa duecento litri di olio extravergine d’oliva contraffatto, pronti per essere immessi irregolarmente sul mercato ed essere così venduti agli ignari consumatori.
In particolare i militari delle Fiamme gialle, durante un pattugliamento nella cittadina dell’Agro aversano, hanno notato un’automobile privata con a bordo un carico sospetto. Fermata l’auto e identificato il conducente, rivelatosi essere un cittadino residente a Cerignola, in provincia di Foggia, i finanzieri hanno poi deciso di ispezionare l’auto: al suo interno c’erano infatti diverse lattine e bottiglie in vetro contenenti olio d’oliva sulle cui confezioni erano state applicate etichette false circa l’origine e la tracciabilità del prodotto.
Confermati i sospetti dei finanzieri, sono stati successivamente condotti ulteriori accertamenti che hanno confermato l’inesistenza dell’azienda produttrice riportata sulle confezioni dei prodotti incriminati. L’oleificio intestatario, con sede a Bari, era infatti inesistente. Inoltre la società distributrice dell’olio, un’impresa del Cerignolano, aveva cessato la sua regolare attività da oltre due anni ed era gestita da un soggetto che al fisco risultava “nullatenente”.
In seguito al ritrovamento compiuto a Gricignano di Aversa dai Baschi verdi, sono state avviate le indagini anche nei confronti del conducente che trasportava il carico illegale: l’uomo, anch’egli titolare di un’azienda in provincia di Foggia, sul cui capo gravavano già precedenti per truffa e reati analoghi, è stato deferito alla Procura della Repubblica di Napoli Nord per il reato di vendita di prodotti alimentari con indicazioni mendaci. Il soggetto in questione, oltre a dover pagare una multa pari a ventimila euro, rischia fino a due anni di reclusione. I prodotti sono stati immediatamente sequestrati e sottoposti ad analisi di laboratorio. Il sospetto principale, infatti, è che l’olio non presenti nemmeno le qualità dichiarate in etichetta, rappresentando così un prodotto non solo ingannevole ma anche potenzialmente pericoloso per la salute umana.