L’unità di crisi della Regione Campania ha comunicato i seguenti esiti delle analisi sui tamponi ottenuti nella giornata di oggi. Ospedale Cotugno di Napoli: 190 tamponi esaminati, 19 dei quali risultati positivi al Coronavirus; ospedale Ruggi di Salerno: 302 tamponi esaminati, 53 dei quali risultati positivi; ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta: 48 tamponi esaminati, 4 dei quali risultati positivi; ospedale Moscati di Aversa: 57 tamponi esaminati, 1 dei quali risultato positivo; ospedale Moscati di Avellino: 78 tamponi, 36 dei quali positivi; ospedale San Paolo di Napoli: 27 tamponi esaminati, 3 dei quali positivi; azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli: 100 tamponi esaminati, 5 positivi; ospedale Santa Maria della Pietà di Nola: 63 tamponi, 7 dei quali positivi.
Il totale dei tamponi effettuati oggi: 865, di cui 128 contagiati. Su complessivi 10593 test, i positivi in Campania sono 1582 persone. Intanto, dopo la contrattazione, è finalmente arrivata l’attesa fumata bianca: è stato stipulato l’accordo fra la regione Campania e le strutture ospedaliere private convenzionate con la sanità pubblica.
Le cliniche presenti sul territorio regionale, con decorrenza immediata, metteranno a disposizione circa tremila posti letto per tentare un primo decongestionamento del sistema sanitario, posto sotto estrema pressione dall’emergenza epidemiologica da Covid-19. Ad annunciarlo, al termine della riunione con i rappresentanti del comparto privato, è stato Enrico Coscioni, consigliere per la sanità del presidente della regione Vincenzo De Luca, spiegando che il supporto delle cliniche si espliciterà principalmente sull’assistenza a quei positivi che non possono essere curati a casa, ma che non presentano condizioni critiche. Le strutture private quindi, pur avendo messo a disposizione anche qualche posto in terapia intensiva, accoglieranno principalmente pazienti con percorsi di degenza a media e bassa intensità e quanti, dichiarati clinicamente guariti, dovranno osservare un periodo di isolamento in ospedale prima di poter far ritorno alle proprie abitazioni.
Coscioni ha spiegato come, dopo la scomparsa totale dei sintomi da Covid-19, un paziente ricoverato debba aspettare due settimane prima di potersi sottoporre nuovamente al test del tampone e, eventualmente, essere dimesso: “Se riusciamo ad avere dei reparti nelle cliniche possiamo portarli lì per questo periodo – ha spiegato il consigliere – questo ci consente di avere un’attività a fisarmonica sui posti letto Covid, liberandoli per i nuovi pazienti”. Nell’accordo, inoltre, sono previsti anche numerosi posti letto da dedicare al trattamento di patologie non legate al Covid-19: una boccata di ossigeno che permetterà una divisione ancora più netta fra strutture che si dedicheranno esclusivamente ai pazienti positivi e la creazione di nuovi reparti riservati esclusivamente al trattamento di casi accertati o sospetti di contagio da Coronavirus, migliorando l’efficienza della risposta all’attuale carenza di posti: “Se una persona arriva con sintomi sospetti – afferma Coscioni – potremo così sistemarla in un reparto dedicato in attesa del risultato del tampone”. Contestualmente, è arrivata anche la notizia del reclutamento di nuovo personale da destinare alle diverse strutture campane: 104 dirigenti medici, 160 studenti specializzandi, 416 infermieri e 188 operatorio sociosanitari.