Dopo aver toccato la massima estensione, crescendo rapidamente dalla metà di agosto in poi, il buco dell’ozono antartico da record del 2020 si è chiuso alla fine di dicembre. A dichiararlo è l’Organizzazione mondiale della meteorologia (Omm), “dopo una stagione eccezionale (anche nell’Antartico) a causa delle condizioni meteorologiche naturali e della continua presenza di sostanze che riducono lo strato di ozono nell’atmosfera”. La riduzione (ovvero la deplezione) del buco dell’ozono è stata rilevata, nello specifico, durante il monitoraggio atmosferico Copernicus dell’Ue, fino alla totale chiusura avvenuta il 28 dicembre. La stessa Omm ha evidenziato l’eccezionalità di tale buco, essendo quello più duraturo e anche uno dei più grandi e profondi dall’inizio del monitoraggio, 40 anni fa. In effetti aveva raggiunto un picco di circa 24,8 milioni di chilometri quadrati intorno al 20 settembre, propagandosi su gran parte dell’Antartico.


