• Linea Politico-Editoriale
  • La Redazione
  • Registrati
  • Termini e Condizioni
  • Contattaci
  • Lavora con noi
  • Pubblicità
  • Privacy Policy
  • Trattamento Dati
  • Entra
Il Crivello
  • Politica
  • Cronaca
    • Napoli
    • Caserta
    • Salerno
    • Benevento
    • Avellino
  • Inchieste
  • Economia
  • Società
  • Scuola
  • Cultura
    • Letture
    • Arte
    • Fumetti
  • Spettacoli
    • Musica
    • Teatro
    • Cinema
    • Televisione
  • Sport
  • Rubriche
    • LeggiAmo
    • Tech & Digital
    • Salute e Benessere
    • Architettura
    • Nutrizione
  • Registrati
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
  • Cronaca
    • Napoli
    • Caserta
    • Salerno
    • Benevento
    • Avellino
  • Inchieste
  • Economia
  • Società
  • Scuola
  • Cultura
    • Letture
    • Arte
    • Fumetti
  • Spettacoli
    • Musica
    • Teatro
    • Cinema
    • Televisione
  • Sport
  • Rubriche
    • LeggiAmo
    • Tech & Digital
    • Salute e Benessere
    • Architettura
    • Nutrizione
  • Registrati
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Il Crivello
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Home Economia

Il costo sociale della pandemia si abbatte sulle donne: in 99.000 hanno perso il lavoro a dicembre

Secondo i dati pubblicati dall'Istat, in un anno sono andate perdute 440.000 unità lavorative. A pagare le spese della crisi sono soprattutto i più giovani e i precari

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
2 Febbraio 2021
in Economia

Il costo sociale della pandemia si abbatte prevalentemente sul mondo femminile e sui giovani: i dati che emergono dal report sull’occupazione inerente al mese di dicembre e pubblicati dall’Istat sono a dir poco agghiaccianti. Nello specifico, su 101.000 unità lavorative perse a dicembre 2020, ben 99.000 sono donne, il che sta a dimostrare come l’universo femminile sia quello maggiormente colpito dalla crisi economica e sociale. Il cosiddetto gender gap, infatti, è sempre più marcato nel nostro Paese e colpisce specialmente le donne occupate in quei settori in cui fanno sentire di più il loro peso la precarietà e l’assenza di tutele e di diritti sul lavoro. Le donne, dunque, continuano a essere vittime di enormi ingiustizie sociali e di intollerabili disparità di genere anche sul luogo di lavoro. 

Il report pubblicato dall’Istat analizza in termini numerici il costo della crisi pandemica anche nel lungo periodo: nell’arco dello scorso anno sono state ben 440.000 le persone che hanno perso il posto di lavoro: 132.000 uomini e 312.000 donne. Di queste ultime, il calo minore si registra nel Mezzogiorno che perde 59.000 unità, mentre risultano in controtendenza Campania e Puglia, dove le donne impiegate a lavoro aumentano rispettivamente di 9.000 e di 5.000 unità, sebbene i numeri di partenza siano comunque più bassi rispetto alle regioni del resto del Paese. Secondo i dati nazionali, in ogni caso, una lavoratrice donna corre il rischio di essere licenziata in maniera triplicata rispetto a un suo collega uomo. Sempre stando ai dati dell’Istat le maggiori perdite di forza lavoro si sono registrate tra i lavoratori dipendenti (209.000 unità in meno) e tra quelli autonomi (diminuiti di 79.000 unità). La disoccupazione invece risale al 9 per cento: a preoccupare è soprattutto il dato riguardante la disoccupazione giovanile salita al 29,7 per cento. Oltre alle donne, i giovani sono dunque i soggetti maggiormente colpiti dalla crisi. In crescita anche il numero di inattivi, il quale fa registrare nell’ultimo anno un aumento di 482.000 unità rispetto al 2019. Anche in questo caso i soggetti più svantaggiati restano i giovani e le donne.

Per i sindacati si tratta di numeri impressionanti, che sono destinati a crescere col protrarsi della crisi pandemica. Secondo Cgil, Cisl e Uil, se non verranno presi provvedimenti urgenti e immediati da parte del Governo per far fronte a questa situazione a dir poco drammatica, oltre che indegna per un Paese civile, c’è il rischio che possa scoppiare una vera e propria bomba sociale dagli effetti devastanti. Numeri destinati ad aumentare in maniera esponenziale anche qualora non dovesse essere prorogato il blocco dei licenziamenti assieme all’erogazione della cassa integrazione.

Segui già la pagina Facebook Il Crivello.it?

Tags: istat
CondividiInviaTweet
Articolo precedente

Oltre cinque milioni di euro del Recovery Fund per restaurare sei chiese del Casertano: tre sono ad Aversa

Articolo successivo

Coltivava droga nella propria abitazione: arrestato 39enne nel Vesuviano

Articolo successivo
Coltivava droga nella propria abitazione: arrestato 39enne nel Vesuviano

Coltivava droga nella propria abitazione: arrestato 39enne nel Vesuviano

Facebook Instagram Youtube Twitter LinkedIn
Il Crivello

Strumento di informazione puntuale, orientato dalla parte dei cittadini e delle associazioni, di quel tessuto sociale che non sempre ha “voce” e, spesso, trova difficoltà ad esprimersi.

Archivi

Link Utili

  • Linea Politico-Editoriale
  • La Redazione
  • Registrati
  • Entra e Invia una notizia
  • Termini e Condizioni
  • Contattaci
  • Lavora con noi
  • Per la tua pubblicità
  • Privacy Policy
  • Trattamento dati personali

© 2021 Il Crivello - Tutti i diritti riservati

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
  • Cronaca
    • Napoli
    • Caserta
    • Salerno
    • Benevento
    • Avellino
  • Inchieste
  • Economia
  • Società
  • Scuola
  • Cultura
    • Letture
    • Arte
    • Fumetti
  • Spettacoli
    • Musica
    • Teatro
    • Cinema
    • Televisione
  • Sport
  • Rubriche
    • LeggiAmo
    • Tech & Digital
    • Salute e Benessere
    • Architettura
    • Nutrizione
  • Registrati

© 2021 Il Crivello - Tutti i diritti riservati

Questo sito Web utilizza i cookie. Continuando a utilizzare questo sito Web, acconsenti all'utilizzo dei cookie. Visita la nostra Privacy Policy.