In un periodo molto delicato come quello attuale, in cui risulta fondamentale usufruire di tutta la forza lavoro disponibile in ambito medico e ospedaliero, il Tar Campania ha annullato il bando di concorso pubblico dell’Azienda sanitaria locale di Caserta, riguardante l’assunzione a tempo indeterminato di 100 infermieri. Il tutto è partito dal ricorso al Tar effettuato da due infermieri campani e attualmente a lavoro presso l’Azienda Socio sanitaria territoriale della Valtellina e dell’Alto Lario e dell’Azienda unità sanitaria locale Bologna, spinti dal desiderio di avvicinarsi quanto più possibile alla loro regione. Ciò che è stato contestato dal collegio giudicante, con il presidente Maria Abbruzzese, insieme al consigliere Pierluigi Russo e al primo referendario Maria Grazia D’Alterio, è la mancanza di un’idonea procedura di mobilità: l’Asl di Caserta, prima di bandire il concorso, avrebbe dovuto verificare il possibile interesse al trasferimento di persone dipendenti da altri Enti, rinnovando l’avviso di mobilità. Risale infatti allo scorso 2015 l’ultima procedura di mobilità interregionale.
L’Azienda sanitaria aveva invece motivato tale operazione citando l’articolo 3 della legge 56 del 2019, in cui si fa riferimento a misure per accelerare le assunzioni mirate e il ricambio generazionale nella pubblica amministrazione: una tesi, questa, rifiutata dal Tar, in quanto non vi era alcun riferimento a tale norma. I due infermieri avevano inoltre richiesto la condanna al risarcimento del danno, che, però, è stata respinta: “Non può trovare accoglimento essendo stata introdotta in via del tutto generica e priva di qualsivoglia allegazione probatoria in ordine alla sussistenza del danno e di tutti gli altri elementi costitutivi della responsabilità civile”, ha così dichiarato il tribunale amministrativo.


