Sono stati pubblicati i dati dell’ Inail, l’Istituto Nazionale per l’assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro e le malattie professionali. Quasi mezzo milione. A tanto ammonta il numero di denunce per infortuni sul lavoro presentate all’Inail nei primi otto mesi del 2022. Un balzo del +38,7% se paragonato allo stesso periodo del 2021. A rendere noti i dati è stato il report dell’Istituto Nazionale per l’assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro.
In calo, però, le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale, che, tra gennaio e agosto di quest’anno, sono state 677 rispetto alle 772 dell’anno scorso, con una diminuzione pari al 12,3%. Crescono, invece, le patologie di origine professionale: da gennaio sono state 39.367, con +7,9% rispetto allo scorso anno.
Dai dati si evince che, nelle regioni meridionali si registrano più denunce rispetto alle altre zone d’Italia. L’analisi territoriale del report Inail evidenzia come sia più consistente l’incremento delle denunce nel Mezzogiorno, con +53,5%. Seguono le Isole (+49,3%), l’area del Nord-Ovest (+46,6%), quella del Centro (+41,4%) e il Nord-Est (+22,2%). Campania, Liguria e Lazio sono le tre regioni con più incrementi percentuali. Inoltre, dall’analisi emerge che l’incremento delle denunce riguarda tutte le fasce di età. In particolare, la metà dei casi di infortunio riguarda la classe che va dai 40 ai 59 anni. Sia gli uomini che le donne hanno aumentato i loro esposti per infortunio dal 2021: + 24,9% per i primi, + 63,4% per le seconde. L’incremento ha interessato sia i lavoratori italiani (+41,3%), che quelli extracomunitari (+27,7%) e comunitari (+23,5%).