Il pericoloso incendio sviluppatosi nella notte tra l’11 e il 12 marzo a Sarno, nell’area Pip in località Ingegno, aveva allertato i tecnici dell’Arpac, l’agenzia regionale per la protezione ambientale in Campania, che erano intervenuti a spegnere le fiamme. A causa dei materiali, perlopiù plastica, andati a fuoco nell’incendio, i tecnici hanno effettuato una necessaria verifica della qualità dell’aria in tutta la zona adiacente alla struttura interessata dalle fiamme. Il controllo è stato attivato per verificare la concentrazione di inquinanti potenzialmente pericolosi per la salute, come la diossina e i furani. A distanza di pochi giorni, sono disponibili i primi dati sulle concentrazioni di diversi elementi presenti nell’atmosfera.
Il primo ciclo di campionamento, effettuato nell’arco delle 24 ore successive all’incendio, ovvero dal 12 al 13 marzo, hanno prodotto esiti analitici che evidenziano una concentrazione di diossine e furani pari a 0,738 pg/Nmc, termine che indica i picogrammi, sottomultipli dei grammi, per metro cubo in termini di tossicità totale equivalente. Il valore di riferimento per gli inquinanti organici come diossine e furani, generalmente utilizzato dalla comunità scientifica, è pari a 0,15 pg/Nmc. Il valore è proposto dall’organismo tecnico tedesco Länderausschuss für Immissionsschutz, ovvero il Comitato per il controllo dell’inquinamento.
Nelle prime 24 ore successive all’incendio, il primo ciclo di campionamento si è soffermato anche sulla presenza di Ipa, idrocarburi policiclici aromatici. Questi idrocarburi (il cui esempio più banale è la naftalina) sono normalmente presenti nel carbon fossile e nel petrolio e sono considerati potenti inquinanti atmosferici. I dati hanno presentato un valore pari a 1,4 ng/mc, ovvero nanogrammi per metro cubo, leggermente superiore al valore obiettivo di 1 ng/mc. Per questo primo campionamento, il valore medio giornaliero di PM10, ovvero il particolato presente nell’atmosfera costituito da polvere, fumo e aerosol, è stato calcolato come 48 μg /mc (microgrammi per metro cubo). Il dato, stavolta, è inferiore, anche se di poco, al valore di riferimento limite giornaliero di 50 μg /mc.
Un secondo ciclo di campionamento, effettuato invece nell’arco di 48 ore, dal 14 al 16 marzo, ha evidenziato, per il dato sulle diossine e sui furani, un valore di concentrazione pari a 0,2745 pg/Nmc. Anche in questo secondo ciclo il dato è risultato essere superiore al valore di riferimento del Comitato Lai, sebbene fosse in netta diminuzione rispetto al dato riscontrato con il primo campionamento. I dati del secondo monitoraggio riguardo la presenza di PM10, per il momento aggiornati a stamattina, sono disponibili sulla sezione http://www.arpacampania.it/web/guest/1099 del sito istituzionale dell’Arpac. l’Agenzia sta proseguendo le attività sul campo per valutare gli effetti dell’incendio e, appena saranno disponibili, pubblicherà gli ulteriori risultati.