Un provvedimento cautelare che scuote i palazzi della Regione: il consigliere regionale Giovanni Zannini è stato colpito dalla misura del divieto di dimora in Campania. Insieme a lui, lo stesso provvedimento ha raggiunto gli imprenditori Luigi e Paolo Griffo (padre e figlio), titolari della nota azienda casearia Spinosa Spa. L’operazione, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Aversa, rappresenta lo sviluppo di un’indagine per corruzione che già a gennaio aveva visto il politico di Mondragone al centro delle cronache giudiziarie.
Al centro dell’inchiesta, coordinata dal Procuratore Pierpaolo Bruni, ci sarebbe un presunto scambio di favori risalente alla precedente legislatura, quando Zannini presiedeva la Commissione Ambiente. Secondo l’accusa:
- Agevolazioni burocratiche: Il consigliere si sarebbe speso per sbloccare le pratiche relative a un nuovo impianto produttivo della famiglia Griffo.
- Corruzione: In cambio del suo interessamento, Zannini avrebbe ricevuto utilità personali, tra cui spicca l’uso di uno yacht di lusso per una crociera.
- Truffa allo Stato: L’iter amministrativo, ritenuto irregolare dagli inquirenti, sarebbe servito ai Griffo per ottenere un finanziamento pubblico di oltre 3 milioni di euro.

