Irpinia, due denunce per smaltimento illecito di rifiuti
Il titolare di un opificio e un suo collaboratore sono stati sanzionati per aver sversato sostanze pericolose nel torrente Solofrana e per abusivismo edilizio a causa di manufatti costruiti senza alcun titolo
Ancora una volta si è verificato un triste episodio di smaltimento di rifiuti in Irpinia, zona oramai vittima quasi quotidiana di sversamenti illeciti e di inquinamento ambientale. Durante alcune verifiche sulle attività conciarie per controllare la corretta gestione dell’immondizia e il contrasto all’inquinamento del torrente Solofrana, infatti, i carabinieri del nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale e della stazione forestale di Serino hanno accertato che un opificio aveva effettuato smaltimento illecito, in quanto i rifiuti prodotti e successivamente sversati erano costituiti da imballaggi contaminati da sostanze pericolose e dannose per l’ecosistema e per la salute umana, ovvero prodotti chimici utilizzati nella lavorazione delle pelli.
Inoltre, all’amministratore della società è stata contestata anche la realizzazione di manufatti costruiti senza alcun titolo edilizio e senza mantenere né rispettare le distanze dai confini del lotto, oltre alla rilevazione di un piazzale abusivo edificato in cemento battuto in un’area agricola, peraltro con fondi stanziati dal Comune di Avellino. Il titolare della società è stato dunque denunciato, insieme con un collaboratore, alla Procura della Repubblica di Avellino con le accuse di smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e abusivismo edilizio, oltre ad aver ricevuto una sanzione amministrativa di più di 2.000 euro per la mancata annotazione dei rifiuti sversati sul registro di carico e scarico.
Proprio in Irpinia, a fine settembre, i militari del nucleo investigativo di Avellino, unitamente ai colleghi delle stazioni forestali di Serino e Forino, avevano denunciato sei persone ritenute responsabili di smaltimento illecito di rifiuti pericolosi. Nello specifico, gli uomini dell’Arma avevano posto sotto sequestro un opificio conciario che effettuava la lavorazione delle pelli in assenza delle necessarie autorizzazioni. Il titolare dell’attività era stato deferito alla Procura di Avellino anche per il deposito incontrollato di rifiuti ammassati all’interno dell’azienda, costituiti da imballaggi misti o in plastica, scarti di cuoio conciato, ritagli, cascami, polveri di rasatura e da rifiuti liquidi provenienti dal ciclo di lavorazione delle pelli, nonché per lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e non, costituiti da imballaggi contaminati da prodotti chimici per la lavorazione delle pelli. In seguito alla disamina dei formulari, erano stati denunciati i titolari di altre cinque aziende che negli anni pregressi avevano proceduto allo smaltimento e al trasporto di rifiuti pericolosi prodotti dal citato opificio, facendoli passare per rifiuti non pericolosi. Oltre al deferimento in stato di libertà, a carico del titolare della conceria con sede in Irpinia era stata elevata anche una sanzione amministrativa di oltre 2.000 euro per l’omessa compilazione del registro di carico e scarico dei rifiuti detenuti in azienda, non rintracciabili dalla documentazione esibita.
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