Sono impietosi i dati snocciolati dall’Istat in merito al tasso di disoccupazione in Italia. I senza lavoro superano la soglia dei 2,5 milioni (+202mila in un anno) e la crescita riguarda sia le persone in cerca di prima occupazione sia gli ex lavoratori, che tentano, a fatica, di rientrare nel mondo produttivo. Le cifre rese pubbliche dall’Istat fanno riferimento al terzo trimestre dell’anno, che chiude i conti in rosso dodici mesi di sofferenze. L’aspetto più negativo, va sottolineato, è quello della crescita del numero di disoccupati, dopo tredici trimestri precedenti in cui c’era stata un’inversione di tendenza, seppure leggera.

Notizie più positive sul fronte della produzione industriale, che a ottobre segna un +1,3%, anche se su base annua diminuisce invece del 2,1%. I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi sono la fabbricazione di mezzi di trasporto (+5,6%), la fabbricazione di apparecchiature elettriche (+4,0%) e le altre industrie (+3,5%). Le flessioni più ampie si registrano nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-17,4% per entrambi i settori).

