Sono in migliaia le persone in fuga da Kabul, cittadini afghani e stranieri che non vogliono vivere in un Paese guidato dai Talebani. E’ domenica 15 agosto quando le milizie talebane entrano a Kabul con l’intenzione di sostituirsi al Presidente Ghani, non trovano alcuna resistenza anzi si parla subito di transizione pacifica del potere. I Talebani fanno sapere che non vogliono la guerra e non toccheranno le proprietà dei cittadini. Intanto il Presidente fugge con la famiglia. Nasce l’Emirato Islamico. Il 16 agosto in Italia ci svegliamo e capiamo che sono mesi e mesi che i Talebani si fanno spazio per conquistare il potere. Kabul era semplicemente il punto d’arrivo. Dopo circa venti anni di guerra al terrorismo, l’America si arrende e ritira le truppe e annuncia il rimpatrio.
I Talebani riconquistano le zone rurali, nessuno ha fatto qualcosa per evitare che accadesse. Che cosa ne sarà dei cittadini afghani e in particolar modo delle donne? Tanti i divieti da rispettare: non poter studiare, divieto di uso di cosmetici (a molte donne con le unghie smaltate sono state tagliate le dita), divieto per le stesse di ridere ad alta voce, di portare tacchi alti, di essere presenti in radio o televisione o di praticare sport. Assurdo per una civiltà che si ritiene civile, ancora di più che il tutto succeda senza che gli altri Paesi muovano un dito.

