Stamane i carabinieri e la guardia di finanza di Mondragone hanno eseguito diverse ordinanze applicative di misure cautelari personali, emesse dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura sammaritana, nei confronti di alcune persone facenti parte di un’associazione a delinquere basata sullo sfruttamento del lavoro e sul caporalato. Tale intermediazione illecita di manodopera veniva posta in essere a favore di diverse aziende agricole ubicate sul territorio di Mondragone, in quello di Falciano del Massico e di altre località limitrofe sempre della provincia di Caserta. Nello specifico i militari dell’Arma hanno eseguito misure cautelari nei confronti del legale rappresentante di una nota società attiva nel settore ortofrutticolo, il quale è stato portato in carcere, e di un importante imprenditore agricolo di Mondragone, il quale è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Sul registro degli indagati sono altresì finiti due “caporali” nei confronti dei quali è stato notificato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Parallelamente agli arresti compiuti dai carabinieri, la guardia di finanza sta provvedendo, in queste ore, al sequestro preventivo dell’intero plesso produttivo composto da due imprese agricole, oltre a beni e denaro ritenuti i proventi illeciti guadagnati dagli imprenditori attraverso lo sfruttamento della manodopera, per un totale di oltre 1,8 milioni di euro. L’operazione odierna giunge come epilogo di articolate indagini economico-finanziarie che hanno visto il dispiegamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine sotto la direzione della Procura di Santa Maria Capua Vetere. I militari dell’Arma e i Baschi verdi, grazie a mirati servizi di intercettazione, pedinamento e osservazione tramite l’utilizzo di droni fatti sorvolare sui campi, sono riusciti a svelare il sistema illecito di manodopera e di sfruttamento posto in essere dagli indagati, i quali approfittavano delle condizioni di miseria e di povertà in cui versavano cittadini extracomunitari. Tale situazione era infatti alimentata da un contesto socio-economico estremamente precario, il quale si ripercuoteva drammaticamente sulle persone più deboli le quali venivano private di ogni diritto.


