Aveva rubato ben undici trapani e avvitatori elettronici all’interno di un negozio di Afragola, in provincia di Napoli. L’uomo, U. D. C., un trentatreenne del posto già noto alle forze dell’ordine, è stato colto in flagranza di reato. Il ladro di trapani stava provando a mettere a segno il colpo all’interno di un noto megastore di arredamenti. Dopo avere nascosto gli avvitatori in uno zainetto, il trentatreenne ha provato ad aggirare i sistemi di sicurezza e di antitaccheggio dell’esercizio commerciale. All’altezza delle barriere delle casse, però, il personale del negozio ha notato il comportamento sospetto del giovane che è stato prontamente bloccato nonostante le sue rimostranze. Nel frattempo, sono stati allertati i carabinieri i quali, una volta giunti sul posto, hanno deciso di perquisire il giovane. E all’interno dello zainetto che portava in spalla sono stati trovati dai militari undici avvitatori elettronici che il reo aveva sottratto furtivamente dagli scaffali dello store. Il ladro di trapani è stato così arrestato dai carabinieri della stazione di Arpino di Casoria con l’accusa di furto ed è stato contestualmente sottoposto alla misura degli arresti domiciliari in attesa di giudizio. La refurtiva sottratta al giovane taccheggiatore, del valore di circa 240 euro, è stata restituita dai carabinieri all’attività commerciale.

Sempre ad Afragola, nei giorni scorsi, due giovani della Penisola sorrentina erano stati denunciati per furto. I due avevano superato le casse dimenticando di pagare la merce che stavano trasportando all’esterno di un negozio. I due taccheggiatori, di 26 e 20 anni, erano quindi stati denunciati per tentato furto aggravato dai carabinieri della locale stazione. I ragazzi avevano attraversato con disinvoltura la barriera delle casse dell’attività commerciale approfittando di un varco non funzionante. Notati dal personale di vigilanza, erano stati raggiunti e bloccati. Quando erano sopraggiunti i militari avvertiti dai dipendenti del negozio, il ventiseienne e il ventenne si erano poi giustificati dicendo che sarebbero rientrati per pagare la merce. I carabinieri non avevano voluto sentire scuse e li avevano denunciati. La merce rubata per un valore di 600 euro era stata contestualmente restituita all’attività commerciale.

