Il Napoli riesce nel finale ad avere la meglio su un coriaceo Genoa. Nel primo tempo la sblocca Fabian Ruiz, nella ripresa il pareggio del forte e giovane Cambiaso, alla sua seconda presenza nella massima serie. A sette minuti dalla fine Petagna, appena entrato, trova la decisiva deviazione di testa che beffa Sirigu e regala i tre punti agli azzurri.
MERET 6: nel primo tempo bravo sul suo palo nell’unica conclusione in porta dei liguri. Bravissimo nella ripresa, sempre su Ghiglione, nell’opporsi in maniera decisiva ed evitare il pareggio al Genoa. Poi però nel giro di un minuto fa venire i brividi ai tifosi partenopei con due uscite indecorose. Nel primo caso si ritrova il pallone in zona comfort, nella seconda situazione regala il pareggio a Pandev ma il Var lo “grazia” ravvedendo l’irregolarità dell’attaccante avversario. Può davvero poco sulla conclusione a distanza ravvicinata di Cambiaso.
DI LORENZO 5,5: non una delle sue migliori uscite in azzurro. Poco propositivo in fase offensiva e colpevole parzialmente sul gol del Genoa che arriva dal suo lato.
MANOLAS 6: alterna interventi molto efficaci ad alcune amnesie che mettono in crisi l’intero reparto.
KOULIBALY 7,5: sontuoso, il migliore in campo a livello assoluto. Non concede nessuna giocata agli avversari, toglie loro il respiro e riparte persino in avanti creando i presupposti per la ripartenza offensiva. In un’occasione per poco non trova l’eurogol dalla distanza. Il vecchio Kalidou.
MARIO RUI 6,5: pesa come un macigno sull’economia della partita l’assist perfetto su punizione per la testa di Petagna. Analoga giocata l’aveva provata due campionati fa sullo stesso campo, dal medesimo lato, provocando l’autorete di un avversario. Si è ripetuto, denotando anche una discreta memoria… Lo prenderemmo a schiaffi per quei due minuti di quasi follia (puntuali) dove sarebbe capace di litigare con il mondo intero. Si becca un’ammonizione, non si calma ed allora ci pensa Spalletti ad esentarlo dalla contesa per l’esordio in azzurro di JUAN JESUS S.V.
ELMAS 6: la vede poco, interessandosi soprattutto a fare tanta legna in mezzo al campo e correndo senza sosta. Ma quando si accende rappresenta sempre un’insidia come quando tra le linee si fa spazio e serve ad Insigne un pallone d’oro (palo del capitano). Lotta in maniera dignitosa fino a quando viene sostituito da GAETANO S.V. nei minuti di recupero.
LOBOTKA 7: senza ombra di dubbio la migliore prestazione sciorinata da quando è arrivato a Napoli. Il cambiamento era nell’aria, fiducia da parte di Spalletti ed una ritrovata condizione ottimale, ne fanno un calciatore ritrovato, trasformato. Ed è il grande segreto del Napoli, pronto a mordere in pressione alta permettendo ai suoi il recupero palla immediato, è elemento determinante nello scacchiere azzurro. Regala equilibrio e fluidità e si concede anche uscite eleganti palla al piede che fino ad una settimana fa mai avrebbe rischiato. Incrociamo le dita.
FABIAN RUIZ 6,5: bersagliato dagli improperi dei tifosi partenopei sparsi nel mondo fino alla perla che sblocca l’incontro. Il sinistro dalla sua mattonella, settimo centro consecutivo in Serie A da fuori area (specialità della casa) porta il Napoli in vantaggio e gli permette una piccola pausa dalle critiche. Non brilla, diciamo la verità, e la condizione non è ancora al top, ma lo spagnolo è un valore aggiunto indiscutibile. Negli ultimi minuti continua ad alternare buone cose ad altre rivedibili.
POLITANO 6: ad un certo punto sembra poter fare un boccone di Cambiaso, invece col passare dei minuti si spegne. Va a sprazzi, trova dopo 3 minuti un assist di destro che Lozano spreca di testa. Si libera in paio di occasioni da posizione favorevole ma stavolta il suo temibile sinistro spara a salve facendo il solletico a Sirigu. Ammonito per un fallo di frustrazione in una fase del match nella quale il Genoa inizia a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Non va dimenticato il pallone servito a Ruiz per il vantaggio che gli consente comunque di non andare sotto la sufficienza nella valutazione finale. Esce al minuto 82 per

