Ha ripetutamente maltrattato la moglie e ferito il proprio vicino di casa. È quanto accaduto a San Marcellino, in provincia di Caserta, dove i carabinieri della stazione di Trentola Ducenta hanno arrestato un uomo di 43 anni di origine albanese, attualmente in Italia senza fissa dimora, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Il colpevole, dopo aver picchiato e minacciato di morte con un coltello la propria consorte, si è scagliato contro un suo connazionale, un vicino di casa che era intervenuto per cercare di fermarlo, ricevendo però violenti colpi all’addome. I carabinieri, intervenuti tempestivamente, hanno bloccato l’uomo mentre tentava di fuggire a bordo di una macchina, ancora in possesso dell’arma. Sul posto è anche intervenuto il personale medico del 118 per soccorrere le vittime: alla donna è stato riscontrato un trauma contusivo al capo e al naso, una ferita lacero-contusa al lobo auricolare sinistro e contusioni multiple all’addome, mentre l’uomo se l’è cavata con ferite da taglio superficiali all’addome e alla regione emitorace destra. Dopo aver sequestrato il coltello, i militari dell’Arma hanno accompagnato l’aggressore presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione della competente autorità giudiziaria.
In provincia di Napoli, invece, a inizio agosto, un quarantaquattrenne era stato arrestato dai carabinieri della stazione di Cicciano in esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Nola. Stando alle denunce e alle testimonianze raccolte dalla famiglia, l’arrestato si era reso protagonista, negli tre mesi precedenti, di continue azioni violente perpetrate nei confronti dei familiari, sfociate in atti intimidatori ed estorsivi. I maltrattamenti familiari si consumavano abitualmente nei confronti dei propri genitori anziani e della sorella, che venivano continuamente minacciati qualora non avessero dato al quarantaquattrenne diverse somme di denaro utilizzate per l’acquisto di sostanze stupefacenti. I familiari, stufi di subire le vessazioni e le umiliazioni da parte del figlio violento, avevano deciso di denunciare tutto ai carabinieri, facendo partire così le indagini.

