Il pubblico ministero Catello Maresca potrà candidarsi a sindaco di Napoli. Dopo una lunga e animata discussione durata oltre tre ore, il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha archiviato la pratica contro il sostituto procuratore generale, avviata dal Pg di Napoli Luigi Riello. La decisione ha diviso il Csm: dodici i voti a favore dell’archiviazione, nove contrari e un astenuto, con l’acceso di battito fra i consiglieri che ha visto protagonisti il pm siciliano Nino Di Matteo (favorevole) e l’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati Giuseppe Cascini (contrario). A dimostrazione della spaccatura nel plenum, poco prima della votazione finale è stata respinta con un solo voto di scarto la richiesta di un ritorno della pratica presso la prima commissione, che già in precedenza aveva proposto l’archiviazione, per ascoltare lo stesso Maresca, Riello e il presidente dell’Ordine degli avvocati. A Palazzo dei Marescialli è passata, dunque, la linea secondo la quale Maresca, oltre ad avere la libertà di candidarsi, può effettuare tutte quelle azioni private che non interferiscono nel suo ruolo di magistrato e che precedono ogni eventuale candidatura; di contro, c’era l’opinione di chi ha sostenuto l’inopportunità etica che un sostituto procuratore si candidi nello stesso distretto in cui opera e la possibilità che il pm napoletano sia già in campagna elettorale.
La decisione del Csm ha aperto, quindi, la strada alla candidatura di Maresca alle elezioni comunali di Napoli, in programma la prossima primavera (salvo rinvio dovuto all’emergenza Covid). Il magistrato potrebbe essere l’asso nella manica del centrodestra nel capoluogo partenopeo, dopo essere stato a lungo avversario in pectore di De Luca alle regionali, per poi rinunciare. A voce tutti i leader nazionali della coalizione sono favorevoli al pm e attendono un suo sì definitivo, anche se l’intenzione di Maresca sembra essere quella di creare un’alleanza civica. La cosa fa storcere il naso soprattutto a Fratelli d’Italia, che ha pronta un’alternativa: l’avvocato penalista Sergio Rastrelli, figlio dell’ex governatore campano Antonio, scomparso nel 2019. Sembra chiusa, quindi, la strada della coalizione all’imprenditore Riccardo Maria Monti, che punterebbe infatti ad una candidatura “oltre gli schieramenti”.


