Nell’operazione sono stati impegnati circa 200 uomini delle fiamme gialle, per smantellare il gruppo, operante prevalentemente nell’agro aversano, quarantotto persone arrestate, 63 ordinanze complessive. Associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio a vantaggio del clan dei Casalesi, è il reato che viene contestato
Giuseppe Guarino, 53 anni di Aversa, tra i promotori dell’organizzazione criminale messa in piedi per reinvestire i soldi del clan dei Casalesi. E’ quanto emerso dagli atti della Guardia di Finanza ). Guarino è il fratello della moglie di Giacomo Capoluongo, legato alla famiglia Zagaria.
Monitorati in particolare i settori di commercializzazione di prodotti petroliferi, di imballaggi e di pezzi di ricambio per auto, sia italiane con sedi nelle province di Napoli, Roma e Salerno che di diritto ungherese. In essere un sistema di fatture false e bonifici da 100 milioni di euro che ha coinvolto in totale ben 51 società di comodo, 44 persone fisiche e ditte individuali che erano destinatari dei bonifici. Tramite 18 società filtro si trasferivano le liquidità mediante bonifici di minore importo, poi recuperati negli uffici postali attraverso un gran numero di persone che prelevavano tutti i giorni.
I numeri sono molto importanti, si parla di 55mila euro al giorno che si riuscivano a prelevare dagli sportelli postali, quindi, in alcuni casi riuscendo a prelevare 1,6 milioni di euro in un solo mese. Le somme totale prelevate pari a circa 80 milioni di euro nel periodo 2016-2020
Gli indagati sono in larga parte di Aversa, Parete, San Marcellino, Trentola Ducenta, Casapesenna e Caserta; con loro, poi, ci sono persone delle province di Napoli e Salerno. Sono i particolari dell’indagine della Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura di Napoli (Dda) che ha svelato come il clan dei Casalesi, è riuscito, per quattro anni (almeno quelli verificati dall’inchiesta) a riciclare i soldi provento di attività criminali. Inoltre secondo gli inquirenti i soldi liquidi, una parte veniva rinvestita in altre attività, mentre altri destinati per sostenere le famiglie dei boss del clan dei Casalesi attualmente detenuti.
Tutti i nomi dei coinvolti nell’operazione: Insieme con Guarino, sono stati raggiunti dall’ordinanza cautelare la sorella Luisa Guarino, 61 anni di San Marcellino; Armando Della Corte, 43 anni di Aversa; Salvatore Prato, 57 anni di Trentola Ducenta; Giovanni Rosano, 67 anni di Aversa; Giuseppe Belviso, 51 anni di Aversa; Massimo Magelli, 54 anni; Paola Di Grazia, 47 anni; Federico Di Giacomo, 30 anni; Antonietta Di Giacomo, 40 anni; Francesco Tortora, 38 anni; Rosario Davide, 53 anni; Khaled Mezni, 58 anni; Giovanni Biondi, 57 anni; Domenico Rispoli, 54 anni di Aversa; Antonio Gravano, 58 anni di Mondragone; Domenico Agorini, 59 anni; Antonio Termano, 31 anni; Rosa Santoro, 30 anni; Stefano Piscopo, 50 anni; Giuseppe Piscopo, 50 anni; Vincenzo Avino, 36 anni; Pasquale Donnarumma, 53 anni; Sebastiano Carmine Donnarumma, 23 anni; Antonio Donnarumma, 22 anni; Maria Perfetto, 39 anni; Pasquale Casaburi, 42 anni; Rosaria De Rosa, 52 anni; Gennaro Savanelli, 30 anni; Nunzia Moccia, 27 anni; Amalia Giacchetta, 36 anni; Domenico Bassolino, 43 anni di Caserta; Carmine Savanelli, 39 anni; Anna Teresa Capasso, 23 anni; Andreina Esposito, 24 anni di Maddaloni; Gelsomina Casaburi, 47 anni; Almerinda Casaburi, 49 anni; Giovanni Riscetti, 45 anni; Daniele Ragnano, 27 anni; Fiorello Fraianna, 26 anni di Aversa; Veronica Savanelli, 34 anni; Maria Mocerino, 25 anni; Mario Vastola, 64 anni; Alessio Savanelli, 21 anni; Luana Di Fabio, 29 anni; Rosa Conte, 57 anni; Nicola D’Alessandro, 38 anni; Paolo Giacchetta, 47 anni; Ruggiero Guarino, 54 anni; Maria Bassolino, 44 anni di Caserta; Carmine D’Angelo, 39 anni; Angelo Liberto, 34 anni di Aversa; Laura Brunella Marika Odierna, 51 anni; Angela Odesco, 35 anni di Caserta; Gennaro Esposito, 48 anni; Emilia Mussolino, 34 anni; Antonio Aruta, 42 anni; Luigi Esposito, 34 anni; Gennaro Puolo, 58 anni.