Oltre seicentomila prodotti contraffatti di fabbricazione cinese, tra cui anche moltissimi oggetti pericolosi, sono stati sequestrati dai militari della guardia di finanza di Treviso nel corso di un’operazione che ha messo a setaccio i principali caselli autostradali del Veneto. L’operazione della finanza ha portato al sequestro di merce per un valore di 10 milioni di euro e alla denuncia di 31 persone, tre delle quali residenti nel territorio del Comune di Scafati, in provincia di Salerno. Tramite un’articolata indagine condotta tra Veneto, Lazio, Campania e Puglia i finanzieri sono riusciti a ricostruire le rotte commerciali grazie alle quali tali prodotti riuscivano ad approdare in Italia, aggirando controlli e ispezioni doganali. La merce, infatti, approdava dagli scali cinesi direttamente presso i porti del Pireo, ad Atene, e di Capodistria, in Slovenia. Dagli approdi portuali, i container venivano caricati direttamente sui tir che percorrevano la famosa rotta balcanica, attraversando i Paesi dell’Europa orientale ed evitando così i controlli da parte delle autorità nazionali e sovranazionali. Una volta giunti in Ungheria gli autoarticolati carichi di merce illegale potevano circolare liberamente in tutta Europa, fino a giungere in Italia.

L’inchiesta ha pertanto svelato come centinaia di migliaia di prodotti non a norma venivano, al termine della filiera, commercializzati in Italia presso i famosi “China market”, collegati a loro volta con una fitta rete di società di comodo che avevano lo scopo di facilitare gli scambi commerciali tra un Paese e l’altro. Centomila dei prodotti sequestrati, tra cui piccoli elettrodomestici, dispositivi elettronici, attrezzature mediche, giocattoli, cosmetici, oggetti per la casa, giocattoli e capi d’abbigliamento contraffatti erano destinati a essere rivenduti nella provincia di Salerno. Diversi sono i reati contestati dalla finanza nei confronti dei 31 indagati, tra questi configurano i reati di introduzione di merce contraffatta, frode in commercio, apposizione di segni industriali mendaci, distribuzione di prodotti pericolosi privi delle certificazioni di conformità e di sicurezza e di ricettazione.

