La guardia di finanza di Salerno ha posto sotto sequestro, nella giornata odierna, beni del valore di 13 milioni di euro a F. F., nipote di un boss del clan Fabbrocino e ad A. P., suo prestanome. Decreti, questi, emessi dal tribunale cittadino, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Tra i beni figurano 9 aziende, 53 appartamenti, 4 villini, 17 garage, 8 appezzamenti di terreno e 16 quote societarie. Molti dei sequestri sono avvenuti nella frazione di Santa Maria di Castellabate, una zona, quella del Cilento, costantemente monitorata dalle forze dell’ordine per evitare ulteriori infiltrazioni camorristiche, soprattutto durante il periodo della pandemia.
Dalle indagini condotte, è emerso che il clan Fabbrocino aveva attuato un sistema di attività illecite per far sì che tali ricchezze potessero essere intestate a ben otto prestanomi. In più, è stato scoperto anche il riciclaggio di oltre un milione e mezzo di euro, avvenuto tra il 2004 e il 2010. Il giudice ha disposto l’amministrazione giudiziaria per tutto ciò che è stato sequestrato: da ulteriori verifiche è stato appurato che il nipote del boss, agli arresti domiciliari, avrebbe continuato a gestire il tutto in prima persona incontrando, per giunta, i propri collaboratori presso la propria abitazione.


