Vanessa Ferrari non tradisce le attese, anzi si supera e coglie una storica medaglia d’argento alle Olimpiadi di Tokyo! Un’impresa stratosferica se si pensa che l’unica medaglia nella ginnastica artistica femminile l’Italia l’aveva acciuffata in un’altra epoca, quasi un secolo fa, nel 1928 ad Amsterdam. Un sogno inseguito per tutta la carriera: Vanessa ha dovuto subire addirittura cinque interventi chirurgici, compresa la rottura di un tendine d’Achille, tante sofferenze e tante delusioni nelle sue precedenti partecipazioni ai Giochi, un inseguimento al podio olimpico che ormai pareva impresa irrealizzabile. Ed invece la Ferrari, bresciana di Orzinuovi, a 30 anni ha sfidato tante ragazze molto più giovani, ha tenuto botta e nella finale ha eseguito un esercizio che ha rasentato la perfezione sulle note di “Con te partirò” di Andrea Bocelli; tre diagonali acrobatiche ed uscite perfette che sono valse il punteggio di 14.200, abbastanza per staccare la russa Angelina Melinkova e la giapponese Mai Murakami, bronzo ex-equo. Un punteggio superato nella valutazione dei giudici soltanto dall’americana Jade Carey, 21 anni, che con 14.336 si prende l’oro.

Vanessa Ferrari riscrive la storia della ginnastica italiana, una leonessa capace di vincere contro tutto, ultimo il Covid-19 che l’ha colpita a marzo; e dopo due medaglie di legno ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016 è arrivata la grande soddisfazione. Una medaglia attesa 93 anni.

