Con la riapertura del mercato ortofrutticolo di Aversa è venuta fuori una divisione fra gli operatori che, in questi quasi due anni di chiusura forzata del Mof, è rimasta latente. Chi ha deciso di rientrare lo ha fatto perché “dobbiamo lavorare e, quindi, abbiamo regolarizzato la nostra posizione”, insediandosi in otto stand, più i due bar. “Siamo aperti dalla parte di via Caruso – proseguono – dove potevamo essere in 19, ma gli altri 11 ancora non si sono regolarizzati, ma sembra che lo stiano per fare“. Sono tutti commerciati, una delle due categorie in cui si dividono gli operatori del Mof, l’altra sono i commissionari. Ma la divisione non è solo fra i due gruppi. Parte, infatti, dal mese di luglio del 2020, “quando facemmo un accordo con il Comune dopo una manifestazione in piazza Municipio”. Una delegazione andò a parlare con l’amministrazione comunale, la quale ammise che con soldi stanziati non era possibile completare i lavori in tutto mercato, perché erano sorti dei problemi non previsti. “Accettammo, quindi, la proposta di riaprire il mercato al 50%”, con la promessa che dopo 70 giorni dello stanziamento di nuovi fondi si sarebbe riaperta l’altra metà. Prima di dire sì definitivamente la delegazione, però, scese in piazza a parlare con gli altri. Non tutti erano favorevoli, ma alla fine i sì all’accordo furono quasi l’unanimità: solo uno fu contrario. La delegazione firmò, quindi, il verbale di accordo con il Comune, compreso il delegato che rappresentava la maggior parte degli operatori del Mof. “Poi è uscita fuori la questione delle morosità che ha complicato ulteriormente le cose, soprattutto per i commissionari. Molti di loro ora sono in causa con l’amministrazione comunale per contrasti sul contratto, ma noi commercianti non possiamo aspettare le sentenze definitive, ecco perché abbiamo deciso di regolarizzarci e tornare a lavorare”. Nel mercato sono in tutto 35 commercianti, più i due bar, e 15 commissionari. “Anche noi commercianti abbiamo un contratto, che deve essere rispettato. Ognuno ha diritto di lavorare – concludono – ma nel rispetto delle regole”.
Dalla parte dell’amministrazione comunale, alla moderata soddisfazione per aver riaperto il Mof si contrappone la celata consapevolezza che la conclusione definitiva della vicenda non è affatto semplice, né breve. Per Marco Villano, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici e Urbanistica, “la politica deve parlare per atti” e ciò che il consiglio comunale ha approvato va nella direzione da lui auspicata. “L’assemblea cittadina ha dato mandato al dirigente (il comandante dei vigili urbani Stefano Guarino n.d.r.) di effettuare entro un mese una ricognizione per verificare gli aventi diritto all’ingresso nel mercato, in virtù di un credito totale spettante al Comune di un milione 800mila euro. Il mese è passato da alcuni giorni, quindi ci aspettiamo che a breve sia pronto un elenco in cui è scritto chi può e chi non può entrare al Mof. Nella stessa delibera al dirigente è stato chiesto che, se non tutti gli stand verranno occupati, quelli vacanti bisogna metterli a bando. Dopodiché abbiamo inserito, nel Piano triennale delle opere pubbliche, altri 130mila euro per completare i lavori nella parte rimanente degli stand. Non è un vanto – prosegue l’assessore – aver riaperto il mercato: è stato fatto semplicemente ciò che doveva essere fatto, nei tempi in cui siamo riusciti a farlo, che non sono dipesi esclusivamente da noi. Chiedo scusa agli operatori per l’attesa che, tra burocrazia e Covid, si è prolungata troppo e spero che tutti tornino nel mercato. Ognuno è libero di protestare, se lo ritiene opportuno, ma ciò a cui non rispondo sono le polemiche politiche. Noi dobbiamo rispondere con gli atti e i fatti: il mercato è stato riaperto, così come, ad esempio, è partita la regolarizzazione per gli utenti degli immobili della vicina via San Lorenzo”, conclude il vicesindaco.


