Potrebbe essere giunta a una svolta la vicenda di Tiziana Cantone, la trentunenne campana morta suicida il 13 settembre 2016 perché alcuni video privati che la ritraevano erano finiti su internet a sua insaputa, diventando virali attraverso i social network. Il suo è stato uno tra i casi più eclatanti di revenge porn in Italia, tanto da aver poi favorito l’approvazione in Parlamento dell’apposito disegno di legge il 17 luglio 2019. Adesso, sta prendendo sempre più piede un nuovo scenario relativo alla morte della giovane donna, fin dall’inizio classificata come suicidio e, invece, in procinto di essere riesaminata come possibile omicidio.
A rafforzare la svolta, vi sarebbero anche i nuovi dati che stanno per essere depositati presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord, dopo che gli esperti dell’Emme-Team, cioè il gruppo di studi legali con sede a Chicago che (assieme al difensore Salvatore Pettirossi) assiste da oltre un anno Teresa Giglio, la madre di Tiziana, sarebbero riusciti a ottenere da colossi del web come Apple, Facebook, Instagram e Twitter i dati di accesso agli account della ragazza. I contenuti di tali account, infatti, erano stati cancellati dall’I-pad e dall’I-phone della vittima mentre i due apparecchi si trovavano in custodia di polizia giudiziaria (carabinieri) nel corso delle indagini. E su quella cancellazione le indagini difensive hanno portato all’apertura di un fascicolo presso la Procura di Napoli Nord (sostituto procuratore Giovanni Corona) per frode processuale, sulla base di quelle che, secondo i legali dell’Emme-Team, sarebbero ben diciannove anomalie, in seguito alle quali i due dispositivi di Tiziana Cantone sarebbero stati del tutto svuotati.


