Alzi la mano chi non ne ha mai posseduta una. Tra gli anni Ottanta e Novanta era impossibile entrare in una casa e non vedere una televisione Mivar, una marca che oggi fa soltanto tanta nostalgia. Ancor di più da ieri, quando il suo lungimirante ideatore non c’è più; è scomparso infatti all’età di 98 anni l’imprenditore Carlo Vichi. L’avventura dello stimato industriale parte nel lontano 1945, anno della fine della seconda guerra mondiale, quando fonda la Vichi Apparecchi Radio (VAR) che si occupa di riparazione e costruzione artigianale di radio e valvole per conto di altre società del settore. L’azienda fa passi da gigante e nel 1968 si trasforma nella MIVAR, impiegando circa 800 dipendenti in uno stabilimento di Abbiategrasso, diventando il primo produttore nazionale di televisori e leader di mercato. Davvero un periodo d’oro per la gigantesca ditta che però all’inizio degli anni 2000 va a scontrarsi con la nuova frontiera delle smart tv e televisori a schermo piatto.

La crisi è costante ed inesorabile, non c’è il sospirato cambio di strategia per mantenere il passo con i tempi e il numero di operai occupati cala drasticamente fino alla cessazione definitiva dell’attività che arriva nel 2013. Carlo Vichi aveva già espresso un desiderio per il giorno della sua dipartita, quello di “avere una bella festa all’interno della nuova Mivar”, senza nessun funerale sfarzoso e senza la presenza di autorità. Lascia 4 figli avuti dal matrimonio con Annamaria Fabbri, celebrato addirittura nel 1944 quando aveva 21 anni. Carlo Vichi, pezzo di storia.

