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Home Cronaca

Napoli, arrestati 2 carabinieri per favoreggiamento al clan

Le accuse: favoreggiamento nei confronti del clan Cutolo e del clan Di Costanzo di Pozzuoli

Marco Silva di Marco Silva
5 Agosto 2021
in Cronaca, Napoli

Due carabinieri sono stati arrestati ieri mattina dai colleghi del Comando Provinciale di Napoli nell’ambito di una indagine più ampia della Dda. Le accuse sono di quelle pesanti: favoreggiamento nei confronti del clan Cutolo del Rione Traiano e del clan Di Costanzo di Pozzuoli, articolazione dei Longobardi-Beneduce, avendo loro rivelato, tra le altre cose, l’esistenza di indagini in corso. Tra gli indagati figurano anche Gennaro Di Costanzo, ritenuto ai vertici del clan omonimo, e Gennaro Carra, all’epoca reggente del clan Cutolo successivamente collaboratore di giustizia. Uno dei due militari infedeli, M. C., 46 anni, all’epoca dei fatti era in servizio nella Compagnia di Bagnoli; tra le accuse, si legge nell’ordinanza firmata dal gip del Tribunale di Napoli, non avrebbe redatto una relazione di servizio dopo aver saputo che a sparare a Mario Varriale, nella notte tra il 23 e il 24 settembre 2015, era stato lo stesso Di Costanzo. A M. C. viene contestato inoltre di avere scritto, in una relazione di servizio del gennaio 2019, di aver controllato Genny Carra mentre si trovava a piedi e non come in realtà all’interno di un’auto presa a noleggio. Questi soltanto due dei passaggi che certificano il comportamento “opaco” tra il Cinque e diversi esponenti della criminalità organizzata, un “modus operandi” che converge nelle dichiarazioni di ben otto collaboratori di giustizia; il giudice dell’inchiesta definisce “trasversale” il contributo del militare rivolto a “chiunque potesse garantirgli un tornaconto personale“.

Insomma, di volta in volta, a seconda della convenienza, si favoriva l’uno o l’altro clan. Uno degli otto “pentiti” è Roberto Perrone, ritenuto affiliato storico del clan Nuvoletta, il quale ha riferito di aver ricevuto parecchi favori dal C., omettendo di effettuare ad esempio controlli quando era sorvegliato speciale o informandolo riguardo eventuali provvedimenti a suo carico. Nello specifico Perrone, il quale aveva l’abitudine di giocare a poker con alcuni imprenditori, si informava, per recarsi alla bisca, prima quando era di turno il carabiniere infedele incaricato ad effettuare il controllo presso l’abitazione, il quale a differenza di altri, si limitava a bussare al citofono e andava via! La giudice per le indagini preliminari ha disposto per M. C. il carcere.

Comando Provinciale di Napoli

Arresti domiciliari invece per l’altro militare, W. I., 49 anni, che lavorava nel Nucleo Operativo e Radiomobile- Sezione Operativa, del reparto Territoriale dei carabinieri di Mondragone; anche a questi viene contestato l’aver rivelato informazioni riservate riguardo indagini in corso, compresa l’emissione di una misura cautelare che sarebbe di lì a poco stata emessa. Inoltre, W. I. avrebbe in più occasioni derubato alcuni spacciatori extracomunitari a Castel Volturno facendo irruzione nelle loro abitazioni portando via droga e grosse somme di denaro, ovviamente senza redigere relazioni in merito ed arrestarli. La droga successivamente veniva consegnata ad uno spacciatore, obbligato a comprarla dal carabiniere, per poi rivenderla.

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Tags: arrestiPozzuoli
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